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Educazione fisica

L educazione fisica è una branca dellinsegnamento che si occupa di migliorare attraverso lattività motoria e quella sportiva lo sviluppo psicofisico e la salute individuale e quella sociale. Essa è intesa come quella disciplina che considera il movimento non solo dal punto di vista dellefficacia e della qualità della prestazione, ma anche dallo sviluppo della personalità più ampia, quindi sviluppo di unadeguata corporeità e motricità, acquisendo competenze alla base di una crescita fisica, affettiva, sociale e cognitiva.
Nella concezione greca, il suo fine ultimo e metapedagogico è la kalokagathia, ovvero la perfezione dello spirito congiunta a quella del corpo.

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1. Storia
Ogni civiltà, nel tempo e nello spazio, ha avuto quella cura per il corpo che discendeva dalla concezione dominante delleducazione della persona. Basti lesempio delle differenti educazioni del fisico a Sparta e ad Atene rispettivamente, Agoghé e Paideia.
Leducazione fisica contemporanea ha avuto la sua culla in Francia. Infatti, il termine "educazione fisica" è stato utilizzato per la prima volta dal medico francese Jacques Ballexserd, nel XVIII secolo, nel contesto di una dissertazione sul finalismo della natura, che verteva sullo sviluppo fisico, parte di quello generale.
In Francia, pure, è sorto il primo istituto nazionale per la formazione universitaria, l "École de Joinville", scuola normale di ginnastica fondata nel 1852, oggi INSEP Institut national du sport, de lexpertise et de la performance, sito in Parigi. Sempre francese è Georges Demenÿ, acerrimo avversario della ginnastica medica dello svedese Pehr Henrik Ling. Ritenuto da molti il fondatore delleducazione fisica scientifica contemporanea, è stato tra laltro inventore del fonoscopio e del cronofotografo a camma eccentrica, con il quale ha avviato lo studio scientifico del movimento umano. Demeny ha evidenziato il ruolo guida della Fisiologia nellapproccio alle attività motorie, criticando Ling, perché, a suo giudizio, aveva attribuito eccessivo peso allAnatomia.
Dalla Francia linsegnamento delleducazione fisica si diffuse dapprima nellEuropa Occidentale e, successivamente nel mondo. Emblematico il caso italiano, per lapprodo ad un approccio eclettico, che è diventato oggi orientamento dominante. Linsegnamento delleducazione fisica in Italia fu introdotto nel Regno di Sardegna dalla Legge Casati del 1859, al Titolo V, sotto la denominazione di Ginnastica ", obbligatorio ai soli maschi.
Successivamente nel 1878 lallora Ministro della Pubblica Istruzione Francesco De Sanctis riordinò la disciplina, rinominandola "Ginnastica educativa". In particolare, la Legge De Sanctis n. 4442 del 7 luglio 1878 fu la prima, dopo lUnità dItalia, a occuparsi interamente della materia. Essa sancì lobbligatorietà dellinsegnamento della ginnastica educativa anche per le donne, nelle scuole di ogni ordine e grado. Stabilì che i programmi fossero concordati tra Ministro della Pubblica Istruzione e Ministro della guerra, e che i maestri venissero reclutati tra il personale militare. Come la precedente Legge Casati, risente dellimpronta militareggiante propria dei tempi, avendo il fine di sviluppare nei fanciulli il "sentimento dellordine e il coraggio". Ma, a differenza del passato, questa legge introduce un insegnamento caratterizzato da finalità altamente educative.
Lo stesso De Sanctis, a sostegno del suo disegno di legge, disse:" Rifare il sangue, ricostruire la fibra, rialzare le forze vitali è il motto non solo della medicina, ma della pedagogia ”. Questa affermazione è straordinaria sotto diversi aspetti. Innanzi tutto alle espressioni" rifare il sangue” e" ricostruire la fibra” sono facilmente riconducibili, con cognizione moderna, i due principali capisaldi della preparazione fisica. E cioè, rispettivamente, lallenamento aerobico e lo sviluppo della forza. Inoltre, il riferimento alla medicina e alla pedagogia inquadra con singolare lucidità e preveggenza il binomio educazione - salute, su cui oggi, come espressamente indicato dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, si basano le maggiori speranze di promozione della salute nel terzo millennio. De Sanctis istituì ispezioni tecniche da parte di un Ispettore per la Ginnastica, funzione per la quale fu nominato Valletti, direttore della Scuola Normale di Torino.
Il ministro della Pubblica Istruzione Martini nominò nel 1893 una Commissione, presieduta dal sen. Todaro, per lo studio di un programma di insegnamento dell"educazione fisica". La vera innovazione stava nellaver sostituito, per la prima volta in maniera ufficiale, le parole "educazione fisica" al termine "ginnastica".
La Legge Rava-Daneo-Credaro nel 1910 accolse le istanze della Commissione Todaro e dei Congressi Pedagogici di inizio secolo, istituendo linsegnamento delleducazione fisica.
Nel sistema italiano dellistruzione per un secolo, dal 1910 al 2010, è stata insegnata tale materia. Il nuovo termine della disciplina, dal 1º settembre 2010, è "Scienze motorie e sportive", coerentemente con la denominazione degli istituti universitari che provvedono alla formazione scientifica, tecnica e professionale degli operatori. Va sottolineato, comunque, che in tutto il resto del mondo si adotta il termine "educazione fisica". Sebbene sia più una questione di forma, che di sostanza, la denominazione della disciplina è un argomento ancora aperto in Italia. Basti pensare che nelle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dellinfanzia e del primo ciclo distruzione, pubblicate il 4 settembre 2012, si è ritornati alla denominazione dellambito disciplinare quale "educazione fisica".

2. Caratteri
La concezione della disciplina ha oggi un carattere eclettico, sintetizzando i filoni che hanno interessato la disciplina negli ultimi due secoli: la concezione militare di stampo prussiano dellObermann, la dimensione igienistica del Baumann di ispirazione svedese, la psicomotricità francese, le istanze sportive di matrice inglese, e quelle naturalistiche, proprie dellhébertismo e del movimento scout. Tale eclettismo, autentica peculiarità particolarmente in Italia, trova fonte nellazione di Eugenio Enrile e di Guido Giugni, che sono stati, in tutto il secondo dopoguerra, figure di spicco a livello mondiale di tale settore educativo e tra i fondatori del neo-umanesimo nellambito della pedagogia sportiva. Per inciso, Eugenio Enrile è stato il primo ispettore tecnico per leducazione fisica della Repubblica Italiana.
Durante il Congresso Mondiale di educazione fisica della FIEP dal 9 al 13 gennaio 2000 è stato lanciato il Manifesto Mondiale delleducazione fisica - FIEP 2000, che amplifica il concetto di educazione fisica, intendendola come diritto di tutti. Leducazione fisica mira allo sviluppo di uno stile di vita più attivo delle persone, affrancandosi in particolare dalle concezioni meramente salutistiche, addestrative o ricreative, verso una dimensione autenticamente culturale, eclettica, olistica e permanente.

3. Lambito di diffusione
Le civiltà classiche hanno manifestato particolare attenzione ad un equilibrato sviluppo del corpo e della mente, riassunto dallaforisma Mens sana in corpore sano. Il forlivese Girolamo Mercuriali può ritenersi il primo, nella sua opera De arte gymnastica, ad aver teorizzato luso della ginnastica su base medica con unattitudine tecnico-scientifica relativamente alle conoscenze dellepoca, 1569.
Lambito disciplinare delleducazione fisica è delimitato dagli assi corpo-movimento-sport, in relazione soprattutto ai linguaggi non verbali. È un insegnamento con forte carattere operativo-pratico, ma che si fonda su interrelazioni sia con gli aspetti bio-medici sia con quelli psicosociali, coinvolgendo tutta la persona educazione fisica olistica.
Sin dallantichità leducazione fisica è stata considerata una delle basi delleducazione dei giovani, e anche attualmente è fra le materie presenti in ogni grado dellistruzione scolastica in Europa e nel mondo, ma non Italia. Infatti nellistruzione italiana non esiste linsegnamento specializzato di educazione motoria nella scuola dellinfanzia e nella primaria. Sono previste due ore di lezione nella scuola elementare ma affidate allinsegnante unico, nella scuola secondaria di primo grado media e in quella di secondo grado licei, tecnici e professionali. Nelle sole scuole secondarie è, dunque, previsto linsegnante specializzato, il che costituisce, rispetto agli standard europei, unanomalia. Per effetto della Circolare n. 94 del 18 ottobre 2011, è stata introdotta una doppia valutazione, orale e pratica, nei nuovi licei, tecnici e professionali. Sino ad allora è stato espresso un solo voto, pratico.
Linsegnamento delleducazione fisica è stato separato per sessi fino al 1990, quando la sentenza n. 225 della Corte Costituzionale ha sancito come principio la parità dei sessi nellinsegnamento e di fronte alleducazione. Pertanto la disciplina può essere insegnata indifferentemente da un o da una docente ad alunni o ad alunne. Da quella sentenza non vengono più separate le classi in squadre maschili e femminili, ma linsegnamento delleducazione fisica in tutti gli Istituti di ogni grado ed ordine è impartito alla stessa unità pedagogica, la classe. Il nucleo classe, del resto, è costante nella sua costituzione rispetto allazione didattica delle varie discipline e dei diversi insegnanti, pur essendo nel contempo flessibile per rispettare le inclinazioni e gli orientamenti, che fanno capo alle persone, le quali si differenziano innanzitutto in base al sesso.
Non può essere negato il valore delleducazione fisica per gli adulti e per gli anziani, che sono interessati marginalmente dalla scuola.
La maggior parte della popolazione nazionale degli stati occidentali è costituita da adulti, e in pochi anni gli anziani hanno sopravanzato gli infanti. Leducazione fisica non può ignorare questi cambiamenti e molti concetti e metodi hanno bisogno di essere rivisti.
È facile trovare nelle palestre persone oltre i 60 anni; tanti anziani praticano nuoto, ciclismo o altre attività fisiche a scopo di fitness. Le esigenze dei gruppi over 60, la pianificazione della loro attività, gli stessi esercizi, ecc. differiscono rispetto allo sport giovanile. Questo necessita di una pianificazione a lungo termine, mentre nella terza età si programma a breve termine. Scopo principale delleducazione fisica degli adulti è laumento della qualità della vita attraverso la valorizzazione delle competenze in campi specifici, quali lequilibrio, la flessibilità, la forza, ecc.
Il concetto di educazione fisica e di ginnastica per adulti è e deve essere completamente diverso da quello applicato finora, e va fatto oggetto di specifici interventi anche a livello di sistemi nazionali dellistruzione. Leducazione fisica è un campo e al tempo stesso uno strumento per il potenziamento e lo sviluppo dellapprendimento in età adulta educazione fisica permanente. Da un lato si tratta di superare pregiudizi sul rapporto tra età ed educazione fisica che è praticabile in tutte le stagioni delluomo, dallaltro di estendere la programmazione istituzionale e la pratica delleducazione fisica a tutti i soggetti e gli ambiti sociali.
Un campo interdisciplinare di applicazione delleducazione fisica è lergonomia. Essa studia le condizioni, in cui il lavoro va svolto, in modo adeguato alle esigenze dellattività ed alle capacità potenziali delloperatore, al fine di evitare il logoramento fisico e mentale ed aumentare il rendimento prospettiva cinesiologica. Ulteriore ambito è lEducazione Sportiva, che non risolve tutta leducazione fisica, ma ne costituisce un pilastro fondamentale universale prospettiva sportiva.

4. Educazione fisica e sviluppo psicomotorio
Maria Montessori nel libro "Educazione per un mondo nuovo" afferma che il movimento è la conclusione e lo scopo del sistema nervoso, senza il movimento non può esistere lindividuo. Esso pone la persona in relazione con il mondo, diversamente da altri apparati dellorganismo che sono esclusivamente a servizio dellindividuo. Un errore delleducazione scolastica consiste nella considerazione della vita fisica da una parte e la vita mentale dallaltra, questo comporta una scissione del ciclo delle azioni delluomo che restano separate dal corpo, mentre è di fondamentale importanza considerare mente e movimento parti di un unico ciclo, di cui il movimento ne presenta lespressione finale. Losservazione scientifica dimostra che intelligenza cognitiva, relazionale, sociale ed emotiva sono collegate allo sviluppo motorio, soprattutto nelle prime fasi dello sviluppo, dove il bambino apprende attraverso la sperimentazione e la scoperta, sia ambientale che delle proprie capacità. Il corpo non può essere escluso dalleducazione, poiché principale dato di esperienza e consapevolezza mentale di sé, un apprendimento delle proprie funzioni somatiche che evolvono durante tutta la vita.

5. Le dimensioni europea ed internazionale delleducazione fisica
In Europa è attiva lEUPEA Associazione Europea educazione fisica, il cui motto è Nessuna Educazione senza educazione fisica ", che tra laltro ha redatto un Codice Etico per linsegnante. Il Consiglio DEuropa ha approvato, a testimonianza della particolare attenzione agli aspetti morali nella pratica motoria e sportiva, un Codice Europeo di Etica Sportiva, recepito dal CONI.
LENSSEE European Network of Sport Science, Education & Employment è unorganizzazione internazionale non-profit, costituita da istituzioni e organizzazioni non è possibile ladesione individuale!. Fornisce un luogo virtuale di incontro per discutere e proporre idee e iniziative comuni per promuovere listruzione, la formazione e loccupazione nel settore delleducazione fisica e dello sport. Ha elaborato il Quadro Europeo delle Qualifiche per i quattro livelli di formazione degli allenatori.
La FIEP Federazione Internazionale di educazione fisica è stato il primo organismo internazionale in materia. In occasione del Congresso Internazionale di educazione fisica di Parigi, tenuto dal 30 agosto al 6 settembre 1900, fu avviata la costituzione della Federazione, ad opera della Commissione Tecnica Permanente Internazionale educazione fisica composta da alcune grandi personalità del mondo delleducazione fisica del tempo come litaliano Angelo Mosso, che ne fu presidente, e Georges Demeny. Il primo obiettivo fu garantire gli standard internazionali della formazione universitaria degli insegnanti. Durante il Congresso Internazionale di Ondensée Danimarca, svolto tra il 7 e il 10 giugno 1911, fu istituito lIstituto Internazionale di educazione fisica, orientato verso leducazione fisica scolastica.
A livello internazionale opera lICSSPE International Council of Sport Science and Physical Education. Il Consiglio Internazionale delle Scienze dello Sport e delleducazione fisica è stato costituito a Parigi, in Francia, nel 1958. I fondatori, riconosciuto un divario crescente tra i campi dello sport, della scienza dello sport e delleducazione fisica, hanno cercato di rafforzare il legame tra queste aree tecnico-scientifiche e tentato di sviluppare una prospettiva culturale inclusiva.
Lo scopo principale del Consiglio è di servire come organizzazione internazionale "ombrello" relativamente alla promozione e alla diffusione dei risultati e delle scoperte nel campo delle Scienze dello Sport e delleducazione fisica e alla loro applicazione pratica in contesti culturali ed educativi.
LUnesco ha pubblicato nel 1978 la Carta per leducazione fisica e lo Sport a Parigi. I Comitati per leducazione fisica e lo Sport di tale organizzazione hanno lavorato ai progetti di una Carta Internazionale delleducazione fisica e dello Sport.
LAgenda di Berlino messa a punto durante il Summit mondiale delleducazione fisica dellICSSPE del 1999 e la Dichiarazione sulleducazione fisica del 2000 hanno costituito le premesse, in particolare, della Dichiarazione del Panathlon sullEtica dello sport giovanile nel 2004 a Gand. Questultimo documento ribadisce il concetto di educazione fisica e di Sport come diritto universale per tutti e di ciascuno, basato su valori di interdisciplinarità e di impegno sociale.
Per lUnione europea, una raccomandazione 2003/6 incoraggia vivamente la pratica nei 27 paesi. Questatto propone tre ore alla settimana per tutti i corsi di studio ed invita a sviluppare uneducazione fisica, che non sia fondata unicamente sulla competizione sportiva, al fine di non scoraggiare gli allievi meno dotati e quelli più deboli nella pratica, anche per far godere tutti del potenziale igienico-sanitario delle attività fisiche.
Nel 2007 la Risoluzione del Parlamento Europeo 2007/2086INI ha avvalorato il ruolo dello sport nelleducazione. Nel 2011 la Relazione sulla dimensione europea dello sport 2011/2087INI) della Commissione per la cultura e listruzione richiama in più punti uneducazione fisica di qualità.
Alla fine del 2013 il Parlamento Europeo ed il Consiglio Europeo hanno approvato il programma comunitario Erasmus+ 2014/2020. Si tratta di un Programma unico per listruzione, la formazione, la gioventù e lo sport, articolato in tre Azioni chiave Mobilità di apprendimento, Progetti di cooperazione e Riforme Politiche e due Attività specifiche: Jean Monnet e Sport.
Questultima fornirà sostegno alle seguenti iniziative:
rafforzamento della base di conoscenze comprovate per la definizione di politiche nel settore dello sport;
potenziamento delle capacità nello sport;
eventi sportivi europei non commerciali di prima importanza;
dialogo con le parti interessate europee.
progetti di collaborazione transnazionali;
Un obiettivo di fondo è aumentare lidentità europea dello sport:
il contributo al patrimonio storico e culturale dellUnione.
il ruolo sociale dello sport;
lorganizzazione dello sport;
la dimensione economica;
A Bruxelles, il 20 e il 21 maggio 2014, il Consiglio Europeo ha adottato Conclusioni sulla parità di genere nello sport e nelleducazione fisica, invitando gli Stati membri a prendere in considerazione sia politiche che programmi per eliminare gli stereotipi di genere e la promozione di una piena uguaglianza di genere nei programmi e nelle pratiche educative fin dalla tenera età. Le conclusioni invitano, inoltre, gli Stati membri, in cooperazione con le organizzazioni sportive, a promuovere la prevenzione della violenza di genere nello sport e la protezione delle vittime e delle potenziali vittime di abusi sessuali e molestie nello sport.