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Egemonia culturale

L egemonia culturale è un concetto che indica le varie forme di "dominio" culturale e/o di "direzione intellettuale e morale" da parte di un gruppo o di una classe che sia in grado di imporre ad altri gruppi, attraverso pratiche quotidiane e credenze condivise, i propri punti di vista fino alla loro interiorizzazione, creando i presupposti per un complesso sistema di controllo.
Lanalisi dellegemonia culturale, anche in quanto distinta dal mero dominio, è stata formulata per la prima volta da Antonio Gramsci per spiegare perché le rivoluzioni comuniste predette da Karl Marx nei paesi industrializzati non si fossero verificate.

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1. Le mancate previste rivoluzioni
Marx e i suoi discepoli avevano in effetti affermato che il capitalismo industriale avrebbe generato una gigantesca classe operaia e cicliche recessioni economiche che aggiunte alle altre contraddizioni del sistema capitalistico avrebbero portato la stragrande maggioranza della popolazione, i lavoratori, a sviluppare delle organizzazioni per difendere i loro interessi e cioè sindacati e partiti politici riformisti.
Linevitabile successione delle crisi economiche avrebbe quindi trascinato la classe operaia organizzata ad abbattere il capitalismo con una rivoluzione, a rifondare le istituzioni economiche, politiche e sociali sulla base del socialismo scientifico e a cominciare la transizione verso una società comunista.
In termini marxisti il cambiamento radicale delle strutture economiche implicava una trasformazione delle sovrastrutture culturali e politiche.

1.1. Le mancate previste rivoluzioni Teoria e prassi: ideologia
Questa concezione risaliva alla formulazione marxista della nascita della ideologia, intesa come la separazione di teoria e prassi. È noto il giudizio, ad esempio, di Marx nei confronti di Hegel che veniva accusato di essere stato un ideologo in quanto aveva messo in primo piano lidea rispetto alla realtà, aveva posto luomo sulla testa come aveva detto Feuerbach. Hegel aveva sostenuto lintima necessità razionale di certe istituzioni, come quella del maggiorascato, che si giustificavano di per sé indipendentemente dalla reale situazione storica che le aveva generate. Per Marx era invece determinante per la nascita delle formulazioni ideali, sociali, politiche ed economiche il sostrato storico da cui nascevano. Il processo quindi per Marx iniziava dalla realtà concreta la prassi che portava quindi alla teoria, mentre la separazione della teoria dalla prassi generava lideologia.

1.2. Le mancate previste rivoluzioni Struttura e sovrastruttura
Successivamente Marx modificò questo rapporto tra teoria e prassi introducendo i concetti di sovrastruttura e struttura: egli cioè si rese conto che veramente la prassi generava la teoria sovrastrutture ma che poi questa non rimaneva isolata e lontana dalla realtà ma tornava prepotentemente a modificarla.
Perciò si poteva legittimamente sostenere che il movimento culturale ad esempio dellilluminismo era stato generato dalle condizioni storiche della Francia del secolo XVIII ma poi questa sovrastruttura non era rimasta separata dalla reale situazione storica ma era tornata su di essa modificandola potentemente attraverso la Rivoluzione francese.
In tutta la storia della cultura le sovrastrutture erano state appannaggio della classe dominante la quale, attraverso il meccanismo della separazione della teoria dalla prassi, lideologia, aveva giustificato surrettiziamente il suo potere politico sui subordinati. Così nellesempio precedente la borghesia illuminista francese dopo la rivoluzione aveva preteso di assumere il potere politico in quanto detentrice dei valori ideali di libertà, uguaglianza e fratellanza esercitando così la sua egemonia culturale.

2. Il pensiero di Gramsci
Se i proletari volevano assumere il potere occorreva strappare alla borghesia la sua egemonia culturale. Se finora non era avvenuto quanto teorizzato scientificamente dalla dialettica marxista, secondo Gramsci questo era dovuto allincontrastata preponderanza della cultura borghese su quella proletaria.
In altri termini le rappresentazioni culturali della classe dirigente, cioè lideologia dominante, avevano influito più di quanto Marx avrebbe potuto pensare sulle masse lavoratrici.
Nelle società industriali avanzate gli strumenti culturali egemonici come la scuola obbligatoria, i mezzi di comunicazione di massa avevano inculcato una "falsa coscienza" ai lavoratori. Invece di fare una rivoluzione che servisse a soddisfare i loro bisogni collettivi i lavoratori delle società industriali facevano propria lideologia borghese dominante cedendo alle sirene del nazionalismo, del consumismo e della competizione sociale abbracciando unetica individualista egoistica oppure schierandosi tra le file dei capi religiosi borghesi.
Era arrivato il tempo di abbattere legemonia culturale borghese e questo era il compito degli intellettuali.

2.1. Il pensiero di Gramsci Intellettuali tradizionali e organici
Tutti gli uomini sono intellettuali in quanto operano nella realtà secondo modi dintendere e di volere, secondo una filosofia e unetica spontanea, e contribuiscono a modificare visioni del mondo e modi di pensare.
L"homo faber" presuppone necessariamente l"homo sapiens". Lo stesso linguaggio rivela unattività intellettuale dove viene fissata una determinata concezione della realtà. Nella società umana dove tutti sono quindi intellettuali vi sono alcuni che assumono storicamente questo ruolo assumendone coscientemente la funzione. Gli intellettuali si possono infatti distinguere in
tradizionali, che sono quelli che elaborano la propria attività intellettuale al di fuori degli schemi stabiliti dallegemonia culturale preponderante considerandosi "autonomi e indipendenti dal gruppo sociale dominante" politicamente ed economicamente rifacendosi ai valori della tradizione;
organici, quelli collegati organicamente alla classe dominante offrendo a questa "funzioni organizzative e connettive", tali da permetterle la guida ideologica e culturale. Sono al servizio del principe ne giustificano ed esaltano il potere a cui essi si sentono associati e di cui godono i vantaggi.
Lo Stato, come espressione della classe dominante in effetti si avvale per lesercizio del potere di due strumenti:
la "dittatura", come espressione coercitiva del potere politico e
legemonia culturale raggiunta con lorganizzazione del consenso tramite strutture ideologiche e istituzioni come la scuola, i partiti, la Chiesa ecc. In questo caso il potere non si esprime con la forza ma attraverso la persuasione razionale e linfluenza sentimentale, modificando il pensiero e il modo di vivere dei subordinati.
La classe al potere che voglia stabilmente consolidarsi e rafforzarsi farà in modo che la coercizione e legemonia culturale sinterconnettano sempre di più.

2.2. Il pensiero di Gramsci Forza e consenso nei regimi politici
Negli stati liberali si cercherà di raggiungere un equilibrio tra la forza del potere politico e il consenso culturale della maggioranza presa a fondamento del primo.
Il consenso della maggioranza diviene così essenziale per il mantenimento del potere politico e per questo si accrescono artificiosamente sempre più strumenti che formino lopinione pubblica tanto che nello stato moderno "la categoria degli intellettuali si è ampliata in modo inaudito".
Gli intellettuali organici sono divenuti così il maggior sostegno dello stato moderno: chi lavora, quindi, per labbattimento di questo stato, dovrà superare il concetto tradizionale di una irruente rivoluzione, vista come un irriflesso scontro violento tra classi in lotta, e sostituirvi la conquista dellegemonia culturale. Cosa del resto non facile perché la classe dominante, ad evitare scontri di forza pericolosi per il suo mantenimento al potere, è in grado di realizzare "rivoluzioni passive", adeguando lo sviluppo economico alle necessità materiali della popolazione subordinata secondo quello che Gramsci chiama il metodo dell"americanismo".
Contro la costruzione di uno stato americanista, per rompere questa connessione tra egemonia culturale e potere, la strada è sempre quella della rivoluzione come scontro violento di classe per la conquista del potere. Tuttavia questa "guerra di movimento", la rivoluzione, devessere preceduta dalla "guerra di posizione", dalla conquista dellegemonia culturale, attirando al proletariato la classe degli intellettuali tradizionali e formando tra le proprie file gli intellettuali organici, facendo di questi i propri dirigenti politici.
"Il proletariato può diventare classe dirigente e dominante nella misura in cui riesce a creare un sistema di alleanze di classe che gli permetta di mobilitare contro il capitalismo e lo Stato borghese la maggioranza della popolazione lavoratrice".
Dopo la vittoria sarà compito dei dirigenti politici mantenere inalterata legemonia culturale del proletariato:
"La supremazia di un gruppo sociale si manifesta in due modi, come dominio e come direzione intellettuale e morale. Un gruppo sociale è dominante dei gruppi avversari che tende a liquidare o a sottomettere anche con la forza armata, ed è dirigente dei gruppi affini e alleati. Un gruppo sociale può e anzi deve essere dirigente già prima di conquistare il potere governativo è questa una delle condizioni principali per la stessa conquista del potere; dopo, quando esercita il potere ed anche se lo tiene fortemente in pugno, diventa dominante ma deve continuare ad essere anche dirigente".

di egemonia in Gramsci, Roma, Editori Riuniti, 1972. Altri progetti Wikizionario Wikizionario contiene il lemma di dizionario egemonia Egemonia su
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Maestrale, 2015. ISBN 978 - 88 - 6429 - 160 - 4 Folclore Antropologia culturale Egemonia culturale Antonio Gramsci Alberto Mario Cirese Ernesto de Martino Clara
Antonio Gramsci Reader. Selected Writings 1916 - 1935, NYU Press, 2000. Rivoluzione permanente Rivoluzione proletaria Egemonia culturale Crisi organica
di dirigenza di questi gruppi: dittatura senza egemonia E dunque per Gramsci il concetto di egemonia si distingue da quello di dittatura: questa è solo
radicalizzarsi. La destra radicale nacque allora in risposta a tentativi di egemonia culturale e costituzionale russa, e fu successivamente portata ad aprire collaborazione