Топ-100

Geografia culturale

La geografia culturale è una sottodisciplina della geografia che studia le manifestazioni delle caratteristiche geografiche della cultura, che si occupa dello studio dei simboli che vengono assegnati ai luoghi e degli spazi.

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1.1. Precursori. Alexander von Humboldt
Alexander von Humboldt, con la sua opera principale, il Kosmos, illustra la geografia secondo il disegno razionalista, in base al processo di costruzione della conoscenza del motivo. Nei suoi studi precedenti, Humboldt aveva occupato il territorio dal punto di vista della morfologia, associandola ad usi e costumi che ha prevalso su di essa, le sue descrizioni geografiche abbiamo parlato sia della natura e della cultura di un determinato territorio. Con Humboldt abbiamo loggettività di conoscenze geografiche, la realtà materiale è studiato applicando i precetti della cartesiano. La conoscenza di Humboldt è definito un tipo binario, si compone di due elementi: la rappresentazione della realtà territoriale e la sua spiegazione, cioè segno e significato. Humboldt è definito come un scienziato, viaggiatore, figura diffusa nellEuropa del xix secolo. Lo scienziato viaggiatore è uno studioso e che, attraverso numerosi viaggi e dallesperienza diretta della realtà geografica, formula ipotesi e si sviluppa teorie per avanzare la conoscenza. Humboldt con i suoi resoconti di viaggio, significativa è La relazione historique du voyage aux Régions équinotiales du nouveau continent, porta avanti il suo progetto di ricerca, raccolta in campo di grandi quantità di dati con lintenzione di diffondere un maggiore interesse per i lettori argomento, utilizzando la letteratura di viaggio, per il quale il pubblico dimostra di avere una maggiore preferenza. Per Humboldt, il paesaggio è il risultato di relazioni di causa-effetto che regolano le condizioni fisiche del territorio e lo sfruttamento delle sue risorse.

1.2. Precursori. Ernest Kapp
Il concetto di geografia culturale appare per la prima volta nel 1845, quando Ernst Kapp introduce il termine Kulturgeographie. Kapp è stato il primo ad associare il termine cultura con la geografia, anche se la cultura è ancora inteso come una manifestazione dellindividuo e non a livello sociale.

1.3. Precursori. Karl Ritter
Oltre alla realtà materiale o visibile, Karl Ritter prende in considerazione la cosiddetta realtà che non è visibile. La conoscenza, secondo Ritter, è ternario. Abbiamo, come in Humboldt, una rappresentazione e spiegazione, ma per il processo di conoscenza è aggiunto un terzo elemento: la realtà territoriale, cioè con loggetto come riferimento. Nello studio del paesaggio Ritter porta avanti lidea di un paesaggio fatto di segni che ci parlano di una realtà che sta oltre la realtà visibile.

1.4. Precursori. Friedrich Ratzel
Un contributo fondamentale è stato nel 1875 da Friedrich Ratzel, che ha parlato di geografia culturale, ma non possiamo definire il suo lavoro come fondamento della geografia culturale. Entro il principale Ratzel, Anthropogeographie nel 1882, manca ancora uno statuto epistemologico del soggetto, anche se trattare con gli aspetti della realtà geografica, come la distribuzione e la diffusione dei diversi gruppi etnici sulla terra, in questo gioco, tuttavia, sono definiti i concetti di base di un altro ramo della geografia, che di geografia umana. Ratzel, dividendo la popolazione in una primitiva, che è, sotto il controllo dellambiente, e la popolazione avanzato, che è, che dominano il territorio in cui si trovano, giunge alla conclusione che il comportamento sociale e di come una popolazione alloca in un luogo fortemente in relazione con il territorio geografico. Studi di Ratzel sono stati da alcuni accusato di Determinismo ambientale, secondo la quale il comportamento sociale è fortemente influenzato dal territorio.

2. La geografia culturale e tradizionale. (The cultural geography and traditional)
Per una vera teoria sullargomento, si arriva, negli anni trenta del Xx secolo, negli Stati Uniti. Nel 1931, Carl Sauer definito i principi fondamentali e gli obiettivi di geografia culturale, per questo è considerato il fondatore. Sauer definito geografia culturale come" lapplicazione dellidea di cultura per problemi geografici” Vallega, 2003, p. 21. Sauer limited ricerca di geografia culturale in alcuni aspetti: in che modo gli elementi culturali sono diffusi e distribuiti nel territorio geografico, le manifestazioni geografiche dellecologia cultura e lo sfruttamento delle risorse naturali, la specializzazione delle colture e sullidentificazione di regioni culturali. Sauer è stato anche il fondatore della scuola della california, Berkeley, specializzato nello studio del paesaggio, che ha contribuito molte ricerche empiriche sulla diffusione della geografia culturale. Lidea di territorio in chiave strutturalista ha contribuito nel 1939, Richard Hartshorne con il suo saggio La natura della Geografia: un indagine critica del pensiero attuale, alla luce del passato.

3. La nuova geografia culturale. (The new cultural geography)
Dopo una fase iniziale di sviluppo negli anni trenta, la geografia culturale ha subito un periodo di crescita negli anni cinquanta, e un successivo declino degli anni sessanta. Intorno agli anni ottanta, tuttavia, alcuni fenomeni modificare limpostazione degli studiosi di geografia culturale. La sfiducia nelle Strutturalismo, linsoddisfazione nella ricerca quantitativa e la perplessità per una rappresentazione solo analitica del territorio, per portare lattenzione alla cultura, con la nascita di una nuova sensibilità. In quegli anni, inoltre, si afferma in geografia, il Postmoderno, un movimento di pensiero, Razionalismo critico e Strutturalismo, che condiziona la nuova geografia culturale. La terra è nel letto, in chiave post-moderna, come un testo, un insieme di segni in contatto con il contesto storico e culturale che la circonda Cari, 2001. Lo studioso postmodernista concentra la sua attenzione sui paesaggi culturali, urbani identificare i segni del postmoderno, sarà possibile osservare le trasformazioni industriali nel tempo e affronta il discorso della rappresentazione del territorio, preferendo quello secondo cui il territorio è una fitta rete di segni, dove il compito del geografo è quello di esplorare e interpretare i significati.
Linterno della nuova geografia culturale emerse quattro indirizzi:
Indirizzo eclettico. (Address eclectic)
Indirizzo semiotico. (Address semiotic)
Indirizzo strutturalista. (Address structuralist)
Indirizzo spiritualista. (Address spiritualist)

3.1. La nuova geografia culturale. Indirizzo strutturalista. (Address structuralist)
La geografia culturale a indirizzo strutturalista influenzato da Strutturalismo, la corrente di pensiero che vede la realtà come un complesso di elementi che interagiscono tra di loro. Indirizzo strutturalista, con dati oggettivi, che sono basati sui valori misurabili, riflette la posizione della geografia culturale e tradizionale. La geografia culturale di stampo strutturalista e lantropologia culturale condividono la stessa base teorica, che Strutturalismo. Con lantropologia culturale, non è il territorio per essere esaminato come un insieme di elementi interagenti, ma ci sono culture che deve essere studiata come un aggregato di elementi, a seconda dei modelli generali, al fine di classificarli.

3.2. La nuova geografia culturale. Indirizzo spiritualista. (Address spiritualist)
Il spiritualista della geografia culturale poggia le sue basi teoriche su Spiritualismo, la dottrina che porta avanti il processo di conoscenza, attraverso la filosofia. Questo indirizzo indaga il territorio geografico attraverso unimpostazione in base ai valori di natura, di storia e trascendenza, si concentra anche sulla rappresentanza e sulla ricerca geografica della struttura e lestetica degli interni. Il spiritualista guarda il paesaggio, concentrandosi su i valori estetici, interrogandosi sulla posizione della coscienza umana, che deriva da un evidente soggettivismo. I due esponenti sono importanti per lo strand spiritualista sono Giuliana Andreotti e Luisa bonesio.

3.3. La nuova geografia culturale. Indirizzo eclettico. (Address eclectic)
Indirizzo delleclettico è adottato dagli studiosi che esplorare la realtà geografica, attraverso il contributo di diverse dottrine. La geografia culturale, con un indirizzo di studi eclettici il paesaggio attraverso il contributo delle impostazioni dei vari indirizzi spiritualista, strutturalista e semiotica. Evidente è la presenza di molteplici chiavi di lettura, lo studio del paesaggio, dove troviamo le forme materiali del paesaggio secondo la strutturalista, luniverso di simboli che caratterizzano il paesaggio secondo lindirizzo di semiotica e lattenzione per i valori estetici del paesaggio dellimpostazione spiritualista. Alcuni eventi, le caratteristiche geografiche della cultura può essere indagata attraverso prospettive diverse che riflettono i diversi indirizzi. Per esempio, una certa popolazione di un dato territorio, vogliamo sottolineare i fattori oggettivi quali la lingua, la religione, secondo limpostazione strutturalista, evidenziare come questa popolazione ha rappresentato il territorio in cui risiede attraverso la pittura e la musica, per poi passare ai simboli attribuiti dalla popolazione per la natura e la trascendenza, secondo la corrente spiritualista. Con leclettico sarà associato con tutti questi elementi. Come si dice Vallega, la geografia culturale e può essere definita come una scienza-un ponte che interagisce con molte altre discipline, come la semiotica, la poetica, sociologia, estetica e molti altri. Il principale esponente indirizzo eclettico Paul Claval, con il suo lavoro La géographie culturelle, dove troviamo i principali elementi di questo indirizzo.

3.4. La nuova geografia culturale. Indirizzo semiotico. (Address semiotic)
Indirizzo di semiotica di geografia culturale per interpretare i simboli attribuiti per i luoghi e gli spazi, e i significati loro attribuiti con il sostegno della semiotica, la disciplina che studia la produzione, la trasmissione e linterpretazione dei segni. Indirizzo di semiotica non voglio spiegare i segni e i simboli del territorio attraverso metodi razionali o secondo la procedura di causalistico, ma mira a comprendere la di là dei principi cartesiani e causalità, incoraggiando limmaginazione.
Parlando di geografia culturale a indirizzo semiotico, ci si riferisce alla corrente che indaga la cultura, intesa come creazione di simboli, nelle sue manifestazioni di tipo geografico. Lantropologo Leslie A. Bianco, ha commentato in questo processo, visto che la specie umana in quanto caratterizzata da una grande capacità di creare e utilizzare i simboli. Secondo White, il processo mediante il quale lessere umano è spinto alla creazione di un simbolo avviene con il meccanismo "reazione-creazione", che è, luomo crea il simbolo solo come risultato di una reazione innescata da stimoli provenienti dallambiente che lo circonda. Questo processo, spiega Bianco, è la seconda delle quattro fasi. Inizialmente, luomo risponde con una reazione istintiva a uno stimolo esterno, quindi la reazione non è istintivo, ma è il risultato dellelaborazione delle esperienze di cui sopra, la terza fase consiste nellessere in grado di controllare i fattori esterni, fino ad arrivare allultima fase del processo di reazione-creazione", in cui la centrale essere umano è in grado di rappresentare la realtà attraverso simboli, utilizzando limmaginazione. Con questo processo un uomo arriva a produrre simboli. Il campo di indagine della geografia culturale è proprio questa, il mondo dei simboli e che costituisce la cultura, un patrimonio di simboli e di significati che hanno cambiato e sviluppa nel corso del tempo, vengono trasmessi di generazione in generazione. È il simbolo delloggetto di studio della geografia culturale e si avvale di numerosi contributi di semiotica, il cui fondatore, Charles Sanders Peirce. Secondo il modello triadico per Peirce, che è diverso da quello di Ferdinand de Saussure il segno è il risultato dellinterazione di tre fattori:
Loggetto, cioè la realtà alla quale si riferisce.
Il segno in forma di significato, chiamato anche linterpretante, che è quello che si arriva con linterpretazione del segno.
Il segno in forma del significante, denominato rapresentamen.
La geografia culturale ha adottato il modello triadico metodo dindagine, infatti, la cultura, il simbolo, il risultato delle interazioni tra:
Il simbolo come significato.
Il simbolo come un significante.
Referente, che è, lanalisi geografica.

4. La geografia come descrizione è metaforico. (Geography as the description is metaphorical)
Geografia è stato visto come la descrizione metaforica territorio” Vallega, 2003, p. 68, la geografia culturale, quindi, ha il compito di produrre rappresentazioni, metafore della realtà che lo compongono sono di simboli, creato e trasformato dalla cultura. A seconda del rapporto tra segno e significato, il rapporto può essere unico, plurivoco o arbitrario, ogni indirizzo della geografia culturale ha privilegiato uno di questi aspetti della corrispondenza. Indirizzo strutturalista preferisce il rapporto unico tra segno e significato, tipico della modernità. Gli indirizzi semiotica e spiritualista, invece, si concentrano sul rapporto plurivoco che caratterizza la post-modernità. La storia metafora è il riflesso della trasformazione dei significati nella storia, attribuito ai luoghi e spazi, che è di fronte a una retorica hard o soft.
La retorica di soft pre-tempi moderni: questa impostazione rappresenta il territorio attraverso lutilizzo di simboli che si tenta di giocare attraverso il principio di somiglianza, gli oggetti sono rappresentati secondo una distanza esistenziale. La retorica della fase premoderna, è una retorica morbido, questo tipo di rappresentazione tende a un discorso di comunicazione, che non è destinato a spiegare, ma solo per capire e comunicare, nei pressi di quello che era lapproccio di Ritter.
La retorica prende il moderno è quella che riflette la posizione di Humboldt: la mappa ha come fine ultimo quello di informare e non per comunicare. Le distanze tra gli oggetti che sono indicati in modo preciso, quindi, la loro retorica che prende di mira la spiegazione, e non per la comprensione, la narrazione di base è definito, in questo caso, il discorso-prigione, legato al principio di causalità.
La retorica di soft postmoderno: la carta, il postmoderno distanze sono rispettate in modo tempestivo, i simboli rappresentano luoghi dal forte potere connotativo. Parliamo di questa fase di glossatori, il cui obiettivo è, oltre a dare spiegazioni e a comunicare, anche dindirizzare a nuove interpretazioni del mondo, il discorso-la creazione è supportato da una retorica di morbido.
In sintesi, la rappresentazione del territorio varia notevolmente, a seconda se si sono trattati da studiosi di indirizzo strutturalista o semiotica. La rappresentazione di razionalista o strutturalista, è legata al principio di prossimità, gli oggetti sono rappresentati secondo la distanza euclidea, la mappa si propone di informare, attraverso una retorica duro, e un discorso-prigione con una serie di simboli orientato allesibizione. La rappresentazione sulla base della semiotica, invece, considera irrilevante la distanza tra gli oggetti: è basato per labbigliamento ecc sul principio di prossimità, e la mappa geografica di questa impostazione è una carta che vuole comunicare utilizzando una retorica di morbido. Il discorso-creando la possibilità di dare interpretazioni per il simbolismo che è orientato alla comunicazione.

5. Le tre aree tematiche di geografia culturale, sulla base della semiotica. (The three thematic areas of cultural geography, on the basis of the semiotic)
La geografia culturale sulla base della semiotica si occupa di diversi aspetti della cultura, con un linguaggio creativo e la retorica di morbido. Le tre aree di studio su cui si concentra sono:
I rapporti con la società.
Relazioni con la natura.
Il rapporto con la trascendenza.

5.1. Le tre aree tematiche di geografia culturale, sulla base della semiotica. Rapporto con la società. (Relationship with the company)
Nellambito dello studio dei rapporti con la società, si osserva che gli esseri umani immersi in una realtà sociale, che è una comunità, la famiglia, o la vostra nazione, individuando che cosa sono quei simboli da lui creata in questi contesti sociali e dei valori che ha loro assegnato.
La geografia culturale è, in questo caso il compito di osservare il comportamento sociale si manifesta in modo di comprendere i valori e il significato che gli esseri umani, definiti in questa circostanza di studio" homo socialis”. Oltre al comportamento delluomo nella società, rapporti con le varie fasi che compongono la vita sociale dellindividuo, come il reddito nella società che è contrassegnato dallapposizione del nome, il nome della struttura le sue trasformazioni, indicativo dei momenti di passaggio tra condizioni sociali diverse. In alcuni casi, laccesso allinterno di una comunità con un rito di iniziazione, come la circoncisione, in alcune culture, o il battesimo in altre culture, come in quella cristiana, e si modifica il proprio stato attraverso i riti di passaggio. Altri problemi in questo campo sono il sesso, come una forma di interazione sociale, la struttura della famiglia e limportanza del corpo, che deve rispettare alcuni standard di bellezza sono in comune, se la loro assenza può essere un fattore di allontanamento sociale.
Molto trattato anche il tema dei rapporti tra i sessi, e, quindi, il primato del maschio, e la posizione delle donne nella società. Lazienda è, inoltre, esaminati secondo il rapporto che mantiene con il suo passato, cioè esamina limportanza data alle radici culturali e limportanza attribuita alla conservazione della memoria storica.
A livello geografico, tutto questo è rappresentato dal procedimento in tre fasi. Inizialmente è rappresentato nella dimensione ontologica, lobiettivo della società, la composizione e la struttura della famiglia e della comunità professionale. Poi si passa alla dimensione semiotica, vediamo di analizzare il territorio, secondo i riti praticati. Lultima fase è quella del dellermeneutica, e quindi a livello geografico, si rappresentano i valori espressi dai simboli e riti. La geografia culturale che si occupa del rapporto in azienda è interessata a quattro categorie di individualità: i santi, gli eroi, i leader politici e i capi della cultura e delle arti, a cui la comunità attribuisce specifiche funzioni. I santi hanno il compito di proteggere la città, e molto ricco per la geografia culturale, sono i loro simboli, che connotano i luoghi come santuari, luoghi di pellegrinaggio.Gli eroi che generalmente possiedono proprietà fisiche o intellettuali più comune degli uomini, che si tiene il volante funzioni per lintera società, la lotta contro gli oppressori e in favore dei più deboli. I leader politici hanno una carica simbolica, inferiore rispetto alle due precedenti categorie, perché molto spesso la loro immagine è costruito solo dai media, e per quanto riguarda artisti come pittori, poeti, filosofi, i luoghi ad essi associati sono caratterizzati in misura minore.
La geografia culturale utilizza lo studio di queste quattro categorie di individualità e per individuare i luoghi dove hanno lasciato dei segni, la loro interpretazione per arrivare al loro significato, quindi, identificare i luoghi dove si celebrano rituali legati alla personalità individuale e quindi notare se i simboli che segnano il luogo stesso e di vivere insieme in modo integrale, neutro o conflittuale.
Utilizza la visione strutturalista o la visione di semiotica, si arriva alla rappresentazione di due società distinte, secondo il strutturalista, arriviamo ad una società-struttura, favorendo limpostazione della semiotica, avremo lazienda-i simboli. Caratteristiche della struttura aziendale sono una rappresentazione basata su criteri oggettivi, misurabili, funzionale a spiegare come lazienda è strutturata e come si evolve. Per lutilizzo di dati matematici e la tesi per la spiegazione semplice, gli strutturalisti utilizzerà un discorso geografico forte. Lazienda-i simboli nella visione di semiotica, invece, attraverso un discorso geografico morbido, non è spiegato da dati oggettivi, ma cerca anche di capire lindagine delle condizioni soggettive per lesistenza umana-relativi posti.

5.2. Le tre aree tematiche di geografia culturale, sulla base della semiotica. Rapporto con il trascendente. (Relationship with the transcendent)
La geografia culturale che si occupa del rapporto con la trascendenza, si sofferma sullesplorazione del territorio di tempo, per scoprire come”homo religiosus” si comporta di fronte alla trascendenza, e con quali simboli e i valori degli attributi. La trascendenza si riferisce al rapporto solo con le religioni, ma facciamo riferimento al rapporto con il soprannaturale, presentandosi con miracoli e apparizioni caratterizzano quei luoghi, loggetto di studio della geografia culturale. La città in cui si è manifestato, il trascendente può essere definito come" una simbolica città”, nel caso in cui un complesso di segni indicano il trascendente, come per esempio la Medina, o Gerusalemme, la città monosemiche o polisemiche” a seconda che sono simboli rilevanti per la rappresentazione del trascendente si riferiscono a una religione o a molti.
Come nel caso di sovrapposizione di simboli di diverse persone nello stesso luogo, anche nel rapporto con il trascendente in grado di creare conflitti tra i simboli di varia natura presenti nel territorio, basti pensare esaminando le tre religioni monoteiste, una città che ha una chiesa, una moschea e una sinagoga nel suo territorio.
La geografia culturale, studiando i" città, un simbolo, una” nota di come sono rappresentate le fasi estreme della vita, la geografia culturale e lescatologia lavorare insieme per ottenere le prestazioni che le varie religioni dare dei tre è davvero la fine, paradiso, purgatorio e inferno, e quindi capire come queste informazioni interessano il territorio. I simboli sulla trascendenza subire molti cambiamenti nel corso del tempo, come risultato di fenomeni che avvengono in città così come lespansione urbana e limmigrazione, che dà alla città un carattere multietnico leader di simboli diversi nello stesso posto, con la conseguente possibilità di conflitti.
I simboli che indicano il rapporto con il trascendente non sono legati solo alla religione, ma anche i simboli sono collegati al pensiero laico, sostenuti dalla fede nella ragione e nella scienza.
Tessuto urbano dei simboli in relazione con la trascendenza può apparire in forma di simboli del punto, che è, strutture materiali come santuari, oppure possiamo trovare come simboli diffusi, legati a eventi sociali come processioni o pellegrinaggi, o, infine, come la linea di simboli, di manifestazioni soprannaturali come apparizioni, miracoli. I luoghi delle apparizioni e i miracoli che essi rappresentano per luomo, un punto di contatto con il trascendente, rafforzando in modo significativo la spiritualità religiosa per limpatto che tali eventi hanno i fedeli, sorpreso da qualcosa che va al di là di ciò che è previsto e verificato tramite i normali sistemi di conoscenza.
La geografia culturale sulla base della semiotica che fare con una retorica di morbido il rapporto con il trascendente, include i valori assegnati alla terra attraverso simboli, e analizza le diverse visioni del mondo e delle comunità umane. Al contrario, la geografia culturale strutturalista trattare con i simboli nato dalle religioni di tutto il mondo, considera solo ciò che può essere spiegato razionalmente, considerando la religione solo per gli effetti sui costumi sociali.

5.3. Le tre aree tematiche di geografia culturale, sulla base della semiotica. Rapporto con la natura. (Relationship with nature)
Lultimo campo di studio della geografia culturale si basa sul rapporto con la natura, che si propone di indagare qual è il ruolo della natura per lesistenza di”homo ecologicus”, si osserva, quindi, quei simboli, sia di natura biologica, sia di natura fisica e i valori che essi rappresentano.
Considerando il rapporto con la natura, dobbiamo considerare due tipi di simboli: quelli relativi al mythos simboli creati da leggende e miti, in cui fondamentale è limmaginazione, o simboli legati al logos che provengono dalla scienza o dalla filosofia, che riflette il tipico strutturalista.
Il primo approccio dellindividuo con la natura è lapposizione del nome agli elementi naturali, montagne, laghi, fiumi, un primo tentativo di internalizzare con se stessi e con la realtà esterna. Il passo successivo nella designazione di un territorio è la delimitazione, lindividuo vuole circoscrivere i confini entro i quali la comunità sarà in crescita. Arriviamo così al fallimento, il gruppo organizza il territorio e arricchire attraverso la creazione di simboli da parte della comunità.
Il rapporto delluomo con la natura è cambiata nel corso del tempo, inizialmente tra lessere umano e la natura si fosse instaurato un rapporto di totale armonia, la natura è una madre, fertile, con i suoi frutti permesso di apollo per sopravvivere, poi, con il progresso della scienza, il rapporto tra luomo e la cultura si è trasformato in un rapporto conflittuale, in cui la natura è un essere minaccioso e pericoloso, in quanto oppone al progresso, che agisce come un deterrente per lo sviluppo della produzione, luomo. Con lavvento della modernità in natura è stato attribuito a unaltra immagine, quella di una macchina, sottolineando il suo ruolo funzionale al progresso. Sul piano ontologico ci fermiamo adesso, rispetto al passato, le nuove tecniche di bioingegneria che portano alla trasformazione di tutti i componenti organici. A livello di semiotica, invece, la rappresentazione per simboli della natura del cambiamento, attraverso la creazione di spazi virtuali, mentre a livello epistemologico, non abbiamo visto nuovi percorsi di conoscenza.
Possiamo vedere che i simboli attribuiti al rapporto tra luomo e la natura hanno subito un cambiamento nel tempo. Analizzando il tempo di pre-tempi moderni, quando il mondo naturale era legata al concetto di trascendente, la comunità umana accettare questo stato di superiorità della natura che è andato al di là di ogni limite umano. In tempi moderni, luomo contro la natura non ha più un ruolo passivo, che ha caratterizzato nel periodo di pre-tempi moderni, ora essere umano gestisce la natura secondo le sue esigenze. Nellultima fase della storia, la visione postmoderna della natura si sta muovendo da una concezione razionalista approccio a una prospettiva semiotica, la natura è un tessuto simbolico tutti da interpretare, è ricca anche di valore estetico e spirituale.
Uno dei protagonisti in studio dei simboli assegnati per il mondo naturale è il fiume. I ritmi di lavaggio e piena di fiumi scandito la vita degli uomini, che sono associati con il ciclo il fiume scorre, il ciclo della loro vita, di nascita e di morte, dove la risalita del fiume era, a significare il ritorno alle origini. Il fiume è stato rappresentato come lineare o circolare, come per gli studi sul ciclo dellacqua, la rappresentazione della circolare risponde meglio allesigenza di illustrare il ciclo che va dallevaporazione per restituire lacqua sulla superficie della terra con le precipitazioni.
Oltre il fiume, la montagna, sono stati attribuiti i simboli importanti per la comunità umana. Prima di tutto, la montagna che unisce il cielo con la terra, e porta luomo verso il trascendente. La montagna è stata teatro di molte apparizioni o eventi narrati nelle sacre scritture, basti pensare al monte Sinai, dove Mosè ricevette le tavole della legge. La montagna come simbolo è stato anche attribuito il significato del tempio di Dio, il paradiso terrestre, il centro del mondo, e di scalare la montagna viene interpretato come il nascere il desiderio di purificare se stesso, come un segno di presunzione delluomo che vuole sfidare i suoi limiti fisici. La montagna, a differenza di fiume, che era rappresentato da un cerchio o di un segmento, è associato con il triangolo è una figura geometrica di riferimento.
Prendendo in considerazione i significati che abbiamo raggiunto analizzando il fiume e la montagna, si nota che i primi sono stati assegnati significati legati al movimento, il flusso, caratteristiche di unentità la modifica, la montagna, invece, è stato assegnato un valore diverso, una connotazione che ci riporta alla stabilità e allimmutabilità.
Dopo aver indagato il territorio, prendendo in considerazione ciascuno dei tre aspetti, il rapporto con la natura, con la trascendenza e con la società, la geografia culturale sulla base della semiotica sarà in grado di illustrare una realtà intessuta di simboli di vario tipo, che possono cambiare nel corso del tempo, che ci comunica come, allinterno di quel territorio, luomo interagisce con gli altri, ed è diviso in gruppi etnici, le comunità, le famiglie, come sarà lapproccio alla natura e il modo di vivere il rapporto con la trascendenza.

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