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Cultura

Il termine cultura deriva dal verbo latino colere, "coltivare". Lutilizzo di tale termine è stato poi esteso a quei comportamenti che imponevano una "cura verso gli dei", da cui il termine "culto" e a indicare un insieme di conoscenze. Non cè univocità degli autori sulla definizione generale di cultura anche nella traduzione in altre lingue ed a seconda dei periodi storici, grosso modo oggi è intesa come un sistema di saperi, opinioni, credenze, costumi e comportamenti che caratterizzano un gruppo umano particolare; uneredità storica che nel suo insieme definisce i rapporti allinterno di quel gruppo sociale e quelli con il mondo esterno.

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1. Descrizione
Il concetto moderno si può intendere come quellinsieme di conoscenze e di pratiche acquisite che vengono trasmesse di generazione in generazione.
Tuttavia il termine cultura nella lingua italiana denota più significati di diversa interpretazione:
Una concezione di tipo istituzionale educazione/pedagogia, che vede la cultura come strumento di formazione di base e di preparazione al lavoro nellordine di una società economica, meritocratica e delle competenze remunerabili;
Una concezione pragmatica Positivismo/utilitarismo presenta la cultura come formazione individuale, volta allesercizio di acquisizione di conoscenze "pratiche". In tale accezione essa assume una valenza quantitativa, per la quale una persona può essere più o meno colta pseudo-saperi;
Una concezione di senso comune è, inoltre, il potere intellettuale o "status", che vede la cultura come luogo privilegiato dei "saperi" locali e globali, tipico, delle istituzioni "superiori", come le "conoscenze specializzate" scienza/tecnologia, la politica parlamento/partiti, larte spettacolo/rappresentazione, linformazione media/comunicazione, la interpretazione storica degli eventi storia/ideologie, ma anche la influenza sui fenomeni di costume società/modelli, di musica/mistica ed esoterismo e sugli orientamenti Filosofia/Credenze religiose, delle diverse popolazioni, fino a livelli di misura planetaria.
Una concezione antropologia/etica metafisica presenta la cultura come un processo di sedimentazione dellinsieme patrimoniale delle esperienze condivise da ciascuno dei membri Morale/Valori, delle relative società di appartenenza Sociologia/Istituzioni, dei codici comportamentali condivisi morale/costumi, del senso etico del fine collettivo Escatologia/Idealismo, e di una visione identitaria storicamente determinata antropologia identitaria/etnicità, come espressione ecosistemica di una tra le multiformi varietà di gruppi umani e civiltà nel mondo. Concerne sia lindividuo, che i grandi gruppi umani sociologia/collettività, di cui egli è parte. In questo senso il concetto è ovviamente declinabile al singolare, riconoscendosi ciascun individuo quale membro "di diritto", del gruppo etno-culturale di appartenenza etno-identitaria, nonché nel "patto di adesione sociale" e nelle sue regole etiche ed istituzionali volte al fine della "autoconservazione" del gruppo etnico stesso.

1.1. Descrizione Estensione del termine
Esistono diversi significati del concetto di cultura:
Secondo una concezione antropologica la cultura - o civiltà - presa nel suo più ampio significato etnologico è" quellinsieme complesso che include il sapere, le credenze, larte, la morale, il diritto, il costume, e ogni altra competenza e abitudine acquisita dalluomo in quanto membro della società” secondo la nota definizione dellantropologo inglese Edward Tylor
Secondo una concezione classica la cultura consiste nel processo di sviluppo e mobilitazione delle facoltà umane che è facilitato dallassimilazione del lavoro di autori e artisti importanti e legato al carattere di progresso delletà moderna.
Negli anni, la definizione antropologica di Cultura è molto cambiata, secondo lantropologo Ulf Hannerz, "una cultura è una struttura di significato che viaggia su reti di comunicazione non localizzate in singoli territori".
La definizione dellUnesco considera la cultura come "una serie di caratteristiche specifiche di una società o di un gruppo sociale in termini spirituali, materiali, intellettuali o emozionali".
Luso popolare della parola cultura in molte società occidentali può riflettere semplicemente il carattere stratificato di queste società: molti usano questa parola per designare i beni di consumo, e attività come ad esempio la cucina, larte o la musica. Altri usano il termine di "cultura alta" per distinguere questultima da una presunta "cultura bassa", intendendo con questultima linsieme dei beni di consumo che non appartengono allélite.

2. In antropologia
La cultura in senso antropologico consiste in:
Costumi e abitudini acquisite da esseri umani per il semplice fatto di vivere in determinate comunità, comprese quindi le azioni ordinarie della vita quotidiana.
Sistemi di norme e di credenze esplicite, elaborati in modi più o meno formalizzati.
Artefatti delle attività umane, dalle opere darte vere e proprie agli oggetti di uso quotidiano e tutto quanto fa riferimento alla cultura materiale, al sapere necessario per vivere.
Le caratteristiche che definiscono la cultura nella concezione descrittiva dellantropologia sono principalmente tre:
La cultura rappresenta la totalità dellambiente sociale e fisico che è opera delluomo.
La cultura è condivisa allinterno di un gruppo o di una società. Essa è distribuita in maniera omogenea allinterno di tali gruppi o società.
La cultura è appresa e non è riducibile alla dimensione biologica delluomo. Ad esempio il colore della pelle non è un tratto culturale bensì una caratteristica genetica.
Perché unazione o un tratto possano essere definiti "culturali" occorre quindi che siano condivisi da un gruppo. Ciò però non significa che un fenomeno "culturale" debba essere obbligatoriamente condiviso dalla totalità della popolazione: è necessario lasciare spazio per la normale variabilità individuale.
Anche per quanto riguarda le variazioni di comportamento tra individuo ed individuo allinterno di una società, però, è possibile individuarne dei limiti circoscritti proprio dalle norme sociali che regolano quel determinato gruppo.
Frequentemente gli individui appartenenti ad una determinata cultura non percepiscono la loro condotta regolata da tali norme che impongono quale comportamento sia consentito e quale no.
In antropologia linsieme di queste norme sociali comunemente chiamate "ideali" vengono definite modelli culturali ideali.

2.1. In antropologia Le proprietà antropologiche della cultura
La Cultura è:
un complesso di modelli PER e DI
In tutte le culture esiste un" modello di”, un modello attraverso cui si pensa qualcosa. I modelli di generano" modelli per”, modelli guida al diverso modo di agire
operativa: permette un accostamento al mondo in senso pratico e intellettuale e un relativo adattamento ambientale. Permette quindi di passare dallideale alloperatività.
selettiva: effettua infatti una selezione di modelli funzionali al presente
dinamica: si mantiene nel tempo, ma non è fissa. Interagendo con altre culture vi sono cambiamenti reciproci.
stratificata e diversificata: allinterno della stessa società si notano differenze culturali in base alletà, al genere, al reddito, ecc., e queste differenze condizionano i comportamenti sociali. A seconda delle società vi è inoltre una diversa distribuzione della cultura.
La cultura presenta al proprio interno dei dislivelli. Gramsci, schematizzando, parlò di Cultura Egemonica che ha il potere di definire i suoi confini e Cultura Subalterna che, non avendo tale potere, non ha possibilità di definirsi. Ad esempio la divisione tra Hutu e Tutsi è nata in seguito alla colonizzazione belga. Nella società moderna, pur essendo presenti differenze culturali su base linguistica ed etnica, esse sono tollerate perché viene favorita lintegrazione culturale tramite listruzione obbligatoria le classi sociali non hanno confini rigidi: Baumann addirittura parla di "modernità liquida".
olistica: dal greco olòs, "intero" ed è quindi formata da elementi interdipendenti tra loro. Ad esempio vi è un legame tra la religione e lalimentazione di un paese e di conseguenza sulleconomia. Secondo alcuni antropologi alcune culture sono più olistiche perché realizzano meglio questa interdipendenza tra elementi es. la divisione nelle caste indiane e lo stretto legame tra di esse.
porosa: vi sono continui sconfinamenti tra le culture ed è difficile definire un vero limite, un vero confine tra culture.
basata sulla comunicazione: la cultura nasce infatti da uno scambio costante

2.2. In antropologia Cultura e civilizzazione
Oggi gli antropologi non considerano la cultura il semplice risultato dellevoluzione biologica, ma suo elemento intrinseco, il meccanismo principale delladattamento delluomo al mondo esterno.
Secondo queste opinioni, la cultura si presenta come un sistema di simboli con capacità di adattamento, che può cambiare da un posto allaltro, permettendo agli antropologi di studiarne le differenze, che si esprimono in varietà concrete di miti e rituali, in strumenti, in varietà abitative e in principi di organizzazione dei villaggi. In questo modo, gli antropologi evidenziano una differenza tra" cultura materiale” e" cultura simbolica”, non solo perché questi concetti rispecchiano sfere diverse dellattività umana, ma anche perché comprendono dati base diversi, che in fase di analisi richiedono approcci diversi. Secondo questidea di cultura, che prevaleva nellintervallo tra le due guerre, ogni cultura ha i suoi confini e deve essere considerata come un unico insieme che usa dei punti di vista propri.
Come risultato emerge il concetto di" relativismo culturale”, idea secondo la quale una persona può accettare i costumi altrui, attraverso i concetti dellaltrui cultura e i suoi elementi usi, ecc., e la conoscenza dei sistemi dei simboli, di cui sono parte. Di conseguenza, il concetto che la cultura contiene dei codici di simboli e dei mezzi per trasmetterli da una persona allaltra, significa che la cultura, anche se entro certi limiti, cambia costantemente.
Il fatto che la cultura cambi può essere la conseguenza della formazione di nuove cose, così come avviene al momento del contatto con unaltra cultura. Su scala mondiale, il contatto tra le culture porta allassimilazione attraverso lo studio di vari elementi, cioè la compenetrazione delle culture. In condizioni di antitesi o disuguaglianza politica, le persone di una cultura possono certamente cogliere i valori culturali di unaltra collettività o imporre i propri valori" acculturazione”.

3. In sociologia
Influenzata dagli studi dellantropologia culturale, la sociologia si dedica con particolare attenzione allo studio della cultura. Secondo la concezione di Tylor antropologo inglese - 1871, si definisce cultura quellinsieme di segni, artefatti e modi di vita che gli individui condividono. In senso antropologico, cultura è tutto ciò che possiede un determinato significato simboli, linguaggio, e il termine è riferito a un gruppo specifico: la cultura ha quindi dei confini riconoscibili. A partire dagli anni 60/70 del 900, il concetto di cultura ha iniziato ad avere un ruolo centrale e non più marginale. La struttura produttiva e occupazionale società dei servizi cambia e si sviluppano i vari settori. La cultura dunque porta cambiamento, che a sua volta valorizza il marketing, la qualità del prodotto, le strategie economiche: tutti elementi che necessitano la conoscenza. Ogni cultura è relativa alla società o al gruppo a cui appartiene. Essa può essere per esempio la vita familiare, la religione, gli abbigliamenti, le consuetudini ecc, ed è limitata ad un determinato arco di tempo e luogo. Uno dei più grossi errori della storia è stato quello di gerarchizzare la cultura, un vero e proprio atto di egoismo che ha comportato la credenza e il sostenimento di culture" superiori” ad altre, generando il blocco culturale delle nazioni e quindi conflitti internazionali. Oggi invece siamo nel pieno della globalizzazione: si può dunque parlare di Sincretismo, la fusione/conciliazione di più credenze.

3.1. In sociologia Distinzioni
La cultura si può distinguere in base agli Aspetti materiali e quelli immateriali:
Aspetti materiali cultura materiale: sono oggetti, artefatti, tecnologia e beni di consumo: prodotti da una società. Secondo il sociologo statunitense William Ogburn, rielaborando la teoria marxiana, la cultura materiale muta sempre più velocemente in maniera progressiva.
Aspetti immateriali cultura adattiva: linguaggio, simboli, conoscenze ecc.
- Tuttavia esiste una correlazione o meglio Interdipendenza tra i due tipi di cultura, ovvero non può esistere la cultura materiale senza quella immateriale: la materiale è portatrice dellimmateriale, ed è responsabile dei cambiamenti e dei modi di vita. Secondo Weber, in Cina erano molto più avanzati dellOccidente, ma la presenza delletica confuciana e il tipo di società bloccavano la rivoluzione capitalista. In occidente, invece, la rivoluzione protestante sbloccò il capitalismo e svegliò il suo sviluppo economico. La cultura immateriale è sempre più lenta: le mentalità rimangono immutate per secoli.

3.2. In sociologia Aspetti immateriali
Sono i valori, le norme e i simboli:
Norme: Regole di comportamento scritte formali o non scritte informali, che riflettono i valori di una cultura. Il conformismo, per esempio, è ladattarsi a opinioni, usi e comportamenti preesistenti e prevalenti. Le norme informali sono soggette a sanzioni da quelle formali.
Valori: definiscono ciò che è considerato importante in una cultura. I valori sono le idee le sensibilità. Guidano gli esseri umani nella loro interazione con lambiente sociale.
Simboli: ogni insieme di lettere dellalfabeto rimanda a un significato. Il linguaggio, infatti, è un simbolo. Ciò che ci distingue dagli altri esseri viventi, è la capacità di condividere e comprendere i simboli.

3.3. In sociologia La cultura in base al soggetto produttore
Da chi viene creata una cultura? E a quali scopi? È possibile distinguere diversi livelli di cultura:
Cultura popolare: cultura prodotta non intenzionalmente da Non intellettuali nel corso delle loro attività sociali. È la tradizione.
Cultura alta: composta da cose prodotte intenzionalmente dagli intellettuali, con uno scopo preciso, un proprio codice e canone estetico.
Cultura di massa Pop: prodotta intenzionalmente dai mass media e dalle industrie. Lindustria culturale è composta da cinema, tv, radio ecc, e traggono profitto economico. La cultura Pop è la cultura di massa che sostituisce la tradizionale cultura popolare, egemonizzando la vita quotidiana degli individui e dei gruppi. Il capitalismo e i mass media hanno dominato e pilotato in pochi anni gli individui le loro menti, plasmandoli per mezzo dei prodotti di massa di cui si fa un grande uso, pur avendo un margine di libertà di utilizzo.

3.4. In sociologia Il contributo di Émile Durkheim
Émile Durkheim, ponendosi il problema del perché la società mantenga un livello minimo di coesione, ritiene che ogni società si stabilisca e permanga solo se si costituisce come comunità simbolica. Nel suo studio, e in quello dei suoi allievi, hanno una grande importanza le rappresentazioni collettive, cioè insiemi di norme e credenze condivise da un gruppo sociale, sentite dagli individui come obbligatorie. Esse sono considerate da Durkheim vere e proprie istituzioni sociali che costituiscono il cemento della società, consentendo la comunicazione tra i suoi membri e mutando con il cambiamento sociale.

3.5. In sociologia Il contributo della scuola di Chicago
Gli autori legati alla Scuola di Chicago sono interessati alla vita culturale nelle città statunitensi e studiano i nuovi processi di integrazione, di comunicazione e mobilità sociale delle realtà urbane. Il sociologo William Thomas studia gli immigrati nelle società statunitensi e ritiene che le differenze di integrazione siano legate alla cultura e che la cultura abbia un carattere interattivo e processuale.

3.6. In sociologia Il contributo di Talcott Parsons
Dopo anni di scarso interesse da parte dei sociologi, Talcott Parsons riprende il tema della cultura e la considera come uno dei sottosistemi del suo sistema generale dellazione lo schema AGIL.
Parsons afferma che la cultura è costituita da sistemi strutturali o ordinati di simboli che sono gli oggetti dellorientamento allazione, da componenti interiorizzate della personalità degli individui e da modelli istituzionalizzati dei sistemi sociali Sistema sociale, 1951.
Parsons distingue quattro dimensioni idealtipiche principali della cultura:
Oggettività/soggettività - La cultura è un fatto oggettivo, nel senso che va al di là degli individui per occupare uno spazio e una rilevanza sociale autonoma. Esiste infatti un lato soggettivo della cultura, costituito dalle interpretazioni che di questa danno gli individui
Pubblico/privato - La cultura è pubblica nel senso che le proposizioni da cui è costituita sono codificate entro simboli e linguaggi collettivi allinterno di gruppi sociali e accessibili da tutti.
Esplicito/implicito - La cultura può essere manifesta, esplicitata, più o meno elaborata teoricamente, o può essere tacita, non tematizzata. In questo caso gli individui la condividono senza saperla necessariamente giustificare il senso comune.
Coerenza/incoerenza - Le proposizioni culturali costituiscono un insieme in cui sono individuabili dei principi ordinatori e non un agglomerato di elementi tra loro sconnessi. Il grado interno di coerenza è tuttavia variabile. Il conflitto fra gruppi, nel gruppo e/o nellindividuo per esempio può non essere fattore di disgregazione, ma di ordine. Maggiore è la complessità culturale, più difficile è mantenere conformità e coerenza.
Oltre a queste dimensioni analitiche, si distinguono quattro componenti della cultura: valori, norme, concetti e simboli.

3.7. In sociologia Nellera della globalizzazione
Con lavvento della globalizzazione lo studio della cultura si complica e semplifica allo stesso tempo. Se nella modernità i territori erano concepiti come contenitori di culture, nellepoca contemporanea la cultura viene studiata in una prospettiva relazionale e reticolare. Lantropologo svedese Ulf Hannerz afferma infatti che" in quanto sistemi collettivi di significato le culture appartengono innanzitutto alle relazioni sociali e ai network di queste relazioni. Appartengono ai luoghi solo indirettamente e senza una necessità logica” da La complessità culturale, 1998.

3.8. In sociologia Il contributo di Pierre Bourdieu
Il sociologo Pierre Bourdieu ha introdotto nelle analisi sociologiche delle influenze culturali i concetti di habitus che sottintende linsieme di atteggiamenti e comportamenti acquisiti per lo più inconsci, che influenzano le pratiche le percezioni dei membri di una classe sociale, ed il concetto di capitale culturale ovvero il capitale di studi, oggetti culturali, modelli di espressione sviluppati nel corso della socializzazione di classe.

3.9. In sociologia Culture interdipendenti e indipendenti
Sotto la prospettiva socio-culturale i ricercatori Hazel Markus e Shinobu Kitayama nel 1991 hanno proposto la distinzione tra culture indipendenti che enfatizzano lautonomia individuale diffuse nei paesi occidentali e culture interdipendenti che enfatizzano le relazioni con le persone e larmonia sociale.

3.10. In sociologia Levoluzione della cultura
Anche levoluzione della specie incide sullevoluzione culturale in quanto gli stessi cambiamenti demografici condizionano le culture e viceversa.

in opposizione a quella di cultura alta, o d élite, riferita alle fasce sociali dominanti nel campo simbolico della cultura In posizione intermedia si
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