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Combattimento con le uova

Il combattimento con le uova o battaglia delle uova è un gioco tradizionale del giorno di Pasqua.
La regola è semplice: ognuno dei due giocatori tiene in mano un uovo sodo, con cui cerca di rompere quello dellavversario. Il partecipante a cui si rompe luovo perde.

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1. Storia
Luovo è il simbolo della rinascita della terra nella cultura pagana delle celebrazioni primaverili e fu adottato dai primi cristiani come simbolo della rinascita delluomo nel giorno di Pasqua.
Già durante il medioevo, il combattimento con le uova era diffuso in Europa: viene ad esempio documentato a Zagabria Croazia nel XIV secolo e in Polonia allinizio del XV secolo.
Nel Nord America, la battaglia delle uova fu descritta nel 1781 da Thomas Anbury, prigioniero di guerra inglese durante la guerra dindipendenza americana, a Frederick Maryland: secondo la tradizione locale a quel tempo le uova venivano tinte con legno di campeggio che, oltre a dare un color cremisi, conferiva più resistenza.
Nel 1933 e 1949 il giornale Evening Sun di Baltimora Maryland dedicò un editoriale dedicato alla tradizione e alle sue regole.

2. Competizione
In molti luoghi della Louisiana il combattimento con le uova chiamato egg-knocking o egg pacqueing è diventato col tempo un appuntamento importante. La città di Marksville rivendica di essere stata la prima a rendere ufficiale tale evento nel 1956. Nel passato alcune persone, evidentemente desiderose di vincere anche in maniera non proprio onesta, usarono le uova di faraona, molto simili ma dal guscio più duro. Da allora si decise di far gareggiare le uova di faraona in una categoria separata. La preparazione della sfida si è trasformata negli anni in una procedura elaborata e "scientifica": vengono scelte le uova più dure in base alla razza e al periodo di deposizione. Le galline stesse vengono nutrite con cibi ricchi di calcio e sono sottoposte a esercizi. Le uova vengono poi in genere lessate in posizione capovolta, così che laria presente nelluovo rimanga nella parte inferiore, non in quella superiore dove avviene lo scontro con le altre uova. Esiste inoltre una regola secondo la quale il vincitore deve rompere luovo e mangiarlo per provare di non aver imbrogliato.

3. Nelle diverse culture
In Assam uno Stato dellIndia nel quale gli indigeni della parte più orientale parla una lingua indo-europea, al pari dei parlanti hindi che costituiscono la maggioranza del Paese e dei parlanti bengalese il gioco è chiamato Koni-juj Koni = uovo; Juj = combattimento. Si tiene ogni anno durante il Bhogali Bihu, che cade tra gennaio e febbraio.
Nei Paesi Bassi il gioco si chiama eiertikken. I bambini si allineano con cesti pieni di uova colorate e provano a rompere quelle nei cesti degli avversari. Lunica regola è che devono rompere un uovo dello stesso colore.
In Romania, i visitatori lanciano uova rosse contro un altro tenuto sulla testa dal capofamiglia e scambiano auguri come "Cristo è risorto!" e "Lui è risorto ancora!". Si dice che le persone a cui non si rompe luovo avranno una lunga vita.
I cristiani in Bulgaria hanno unusanza simile e credono che il vincitore del gioco sia colui che sarà il più sano durante lanno fino alla Pasqua seguente. Il primo uovo rosso dipinto deve essere tenuto fino allanno successivo come portafortuna e portatore di salute.
I cattolici dellEuropa centrale appartenenti a diverse nazioni chiamano questa tradizione epper. Il termine sembra derivare o riferirsi alla parola tedesca Opfer, che significa "sacrificio" o, letteralmente, "offerta".
Anche i Ruteni hanno questa tradizione, che include sia il gioco del rotolare le uova sia il combattimento con le uova. È usata per indicare questa pratica sia la parola epper sia il termine čokatisja simile allo slovacco ťukať, che significa colpire.
In Grecia questa tradizione è chiamata tsougrisma τσούγκρισμα, che significa "tintinnare insieme" o "scontrarsi".
In Albania la tradizione si chiama pik-voesh che significa cozzare le uova, normalmente sode. A turno i giocatori impugnano il proprio uovo bollito e lo cozzano contro quello dell’avversario, prima" me maje ” con la punta e poi" me beth ” con il culo, la parte più tondeggiante. Perde l’uovo che viene scalfito ad entrambe le estremità. Chi vince si porta a casa le uova rotte. L’uovo deve essere colorato: rosso, giallo e verde ma anche bianco.
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3.1. Nelle diverse culture In Italia
A Cupra Marittima, il Lunedì dellAngelo, che coincide con la festa del patrono San Basso ha luogo il tradizionale torneo cosiddetto della ngiucchetta in cui due contendenti gareggiano con piccoli colpi fra le rispettive uova finché un guscio non inizia a rompersi decretando la sconfitta del proprietario.
In Friuli-Venezia Giulia, ed in particolare nella provincia di Udine, questo gioco viene chiamato trùc ; in maniera simile, in Sicilia viene chiamato truzzu.
In Emilia-Romagna, a Fiorenzuola dArda è tradizione ultradecennale il gioco "Ponta lov" che si gioca il giorno di Pasqua e di Pasquetta con veri e propri tornei nella piazza del paese, secondo le regole sopra descritte. Oltre ai tornei si gioca tra i cittadini nella piazza, girovagando con il proprio sacchetto di uova e "chiamando" ad alta voce chi ha un uovo simile al proprio per poter competere intero, con solo la punta integra o solo il retro integro. Nella provincia di Reggio Emilia è conosciuto come scoccino. Nellappenino modenese, la tradizione è conosciuta come coccetto oppure coccìn coccetto: nella piazza di Fanano si svolge una battaglia che coinvolge centinaia di partecipanti ogni anno. Altri combattimenti si svolgono a Fiumalbo, Lama Mocogno, Montecreto, Pievepelago, Riolunato e Sestola.
Stessa competizione da tempo immemorabile anche nella piazza principale al centro di Badalucco Imperia, dove nel medesimo periodo pasquale è tradizionale lo scotézu vince chi conserva luovo intatto.
A Nereto Teramo il lunedì di Pasqua si usa fare una gita fuori porta detta anche scampagnata a piedi presso la vicina chiesa di Santa Maria a Vico in SantOmero, per la tradizionale competizione di scoccia ova ", scontro di uova sode: vince luovo più resistente, ma senza trucchi, altrimenti sono botte.
Altre denominazioni dialettali sono:
Pechenèr Val di Fassa provincia di Trento
ai vovi, a cuca oppure a far cuca Venezia;
zughèr agli amachè Romagna
a rompìno Colle Val dElsa;
ai òvi Trento
a s-cepì Brescia;
zögà a pica öf Bergamo;
pizzutello Fabriano
pizzetta o ciocchetta Marche
a jōēuv Piemonte
giugà ai oeuv oppure al tecch Milano;
a truzzare Trapani
a cuvare o a colpare Padova