Топ-100

Archivistica informatica

Per archivistica informatica si intende quella scienza legata alla gestione di un archivio che combina i principi della scienza archivistica con i nuovi strumenti digitali che hanno comportato, tra gli anni 80 e gli anni 90, alla rivoluzione digitale. Larchivistica informatica, come larchivistica, ha per oggetto il documento che, in questo caso, è definito come "la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti".

1.1. Storia Bearman
Il primo ad applicare il termine informatica in relazione al campo dellarchivistica fu David Bearman che lo usò, nel 1987, nellarticolo Archives & Museum informatics della rivista "Archival Informatics Newsletter". Bearman indicò che egli prese in prestito il termino dal campo della biomedicina dove
Il lavoro di Bearman, in sostanza, era una delle varie genesi con cui la metodologia archivistica analogica stava cercando di avvicinarsi allo sviluppo della tecnologica informatica ITC, elemento sempre più preponderante nella vita delle amministrazioni pubbliche, così come nella comunicazione a livello mondiale attraverso la fondazione di Internet.

1.2. Storia "ArchiviComputer" le reazioni degli archivisti italiani negli anni 90
La questione della relazione tra informatica e archivi giunse sul panorama italiano grazie alla pubblicazione della rivista "Archivi & computer" a partire dal 1991, anche se gli archivisti italiani avevano cominciato a discutere della relazione tra questi due mondi nel Convegno "Informatica e Archivi", tenutosi a Torino nel 1985. Inizialmente, tale connubio informatica-archivi suscitò dei dubbi nel mondo archivistico. Per esempio, Mirella Mombelli Castracane si dimostrava dubbiosa sullapplicazione dellinformatica nella gestione dei fondi in quanto cera il rischio di "porre in discussione uno dei cardini della dottrina archivistica, vale a dire proprio il concetto di archivio" in quanto può "modifica.la struttura archivistica dorigine", rompendo così il vincolo le basi del metodo storico. Il problema, dunque, consisterebbe nella fase dellarchivio corrente, e non tanto per quanto riguarda invece quello storico.
In realtà, tale problematica non sussiste, in quanto nella fase corrente specialmente nella fase di protocollazione e di classificazione larchivio digitale mantiene sempre un vincolo tra i documenti prodotti o ricevuti. Inoltre, si cominciò a porsi delle domande relative alla funzione che gli strumenti informatici potevano avere non soltanto per le amministrazioni pubbliche, ma anche per la conservazione a lungo periodo di molti documenti antichi e preziosi tramite lattività della digitalizzazione.

2.1. La gestione dellarchivio informatico in Italia Premesse
Larchivistica informatica, essendo estremamente recente come scienza legata allarchivistica analogica, è sempre suscettibile di modifiche in base allevoluzione del mondo informatico per quanto riguarda il tipo di software e i formati dei file utilizzati. Pertanto, anche la legislazione al riguardo è molto più dinamica rispetto a quella della sua controparte analogica, proprio per la velocità con cui la tecnologia informatica si sviluppa.

2.2. La gestione dellarchivio informatico in Italia Dalla legge 241/1990 al CAD D. lgs. 82/2005
La legislazione italiana sulla procedura informatica degli enti pubblici e statali, che dipende direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, recepì la necessità dellutilizzo dellinformatica nei flussi documentari durante lattività degli enti produttori statali già con la Legge 241/1990, intitolata Norme per il procedimento amministrativo", tra cui vi sono disposizioni relative alla firma digitale, come lart. 15, comma 2- bis, aggiunto in seguito allemanazione del Codice dellamministrazione digitale il CAD tramite il D. lgs. 82/2005.
Il CAD, nato dallesigenza di dare una base legislativa alla procedura di produzione e conservazione della documentazione informatica da parte delle pubbliche amministrazion nellottica dell e governement e di avvicinare così i fruitori ai servizi emanati dallo Stato, è il frutto di un percorso normativo che si è confrontato con l’introduzione delle nuove tecnologie per la produzione documentale ed è inevitabilmente legato alla normativa che ha sulla produzione, sull’ordinamento e sulla conservazione dei documenti. Il percorso per la legiferazione del CAD consiste nel seguente iter legislativo:
Il DPR 445/2000, concernente le" Disposizioni legislative in materia di documentazione amministrativa”, in cui si stabilische che in un ente vi deve esserci un archivista professionista che gestisca i flussi di gestione documentale.
L. 241/1990 già ricordata in precedenza.
Il D. lgs. 196/2003:" Codice in materia di protezione dei dati personali”, aggiornato col Regolamento UE 679/2016.
Infine bisogna ricordare che il CAD, composto da 92 articoli ripartiti in 10 sezioni per argomento, non è lunico corpus legislativo in materia del funzionamento della pubblica amministrazione in Italia.

2.3. La gestione dellarchivio informatico in Italia Il processo di "dematerializzazione"
Come si è potuto notare dai vari interventi legislativi, nel corso degli anni 90 la normativa italiana in materia archivistica ha cominciato ad adottare un procedimento per raggiungere la "dematerializzazione" degli archivi, ovvero sostituire gli archivi analogici, tradizionali, con quelli informatici, anche per sopperire alla pressante mancanza di spazi e di depositi per la sedimentazione delle unità documentarie. Tale processo, avviato precisamente nel 1997 e "terminato" con lemanazione del CAD col D. lgs. 82/2005, ha previsto, tra le altre cose, anche la sostituzione del protocollo cartaceo con quello informatico D. lgs. 428/1998 da parte delle pubbliche amministrazioni.

2.4. La gestione dellarchivio informatico in Italia I DPCM
Tra il 2013 e il 2014, la Presidenza del Consiglio dei ministri ha emanato una serie di Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri DPCM riguardanti la corretta gestione dei documenti digitali:
DPCM 3/12/2013" Regole tecniche per il protocollo informatico”
DPCM 13/11/2014" Regole tecniche in materia di formazione, trasmissione, copia, duplicazione, riproduzione e validazione temporale dei documenti informatici nonché di formazione e conservazione dei documenti informatici delle pubbliche amministrazioni”.
DPCM 3/12/2013" Regole tecniche in materia di sistema di conservazione”

3.1. La pubblica amministrazione La pubblica amministrazione e i siti web
Per quanto riguarda larea italiana, ogni servizio pubblico che svolge un ruolo di servizio e di comunicazione con il cittadino si chiama pubblica amministrazione, abbreviata solitamente con lacronimo p.a. La pubblica amministrazione, secondo quanto previsto dall articolo 53 del CAD, è obbligata a tenere un sito web, ossia un insieme di pagine web che, oltre ad essere un servizio di comunicazione con il fruitore, impone a chi lo gestisce anche delle sfide conservative che vanno a delineare anche la loro conservazione.
La legge non impone che siano gli interni a curarli; ma impone che la p.a. abbia un sito con determinate caratteristiche, ossia:
CAD, art. 53, comma 1-bis. Le pubbliche amministrazioni pubblicano, ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, anche il catalogo dei dati e dei metadati, non ché delle relative banche dati in loro possesso e i regolamenti che disciplinano l’esercizio della facoltà di accesso telematico e il riutilizzo di tali dati e metadati, fatti salvi i dati presenti in Anagrafe tributaria.
CAD, art. 53 comma 1. Le pubbliche amministrazioni realizzano siti istituzionali su reti telematiche rispettano i principi di accessibilità, nonché di elevata usabilità e reperibilità, anche da parte delle persone disabili. Devono prevedere una completezza di informazione, chiarezza di linguaggio, affidabilità, semplicità di consultazione, qualità, omogeneità ed interoperabilità. Sono in particolare resi facilmente reperibili e consultabili i dati di cui all’articolo 54.
CAD, art. 53, comma 1-ter: Con le regole tecniche di cui all’articolo 71 sono definite le modalità per la realizzazione e la modifica dei siti delle amministrazioni.

3.2. La pubblica amministrazione Le tipologie dei siti web delle pubbliche amministrazioni
Tematici: realizzati con una specifica finalità.
Istituzionali: presentano" una istituzione pubblica, descrivendone l’organizzazione, i compiti, i servi relativi ad atti e procedimenti amministrativi di competenza”.

4.1. Gestione, formazione e conservazione del documento digitale Elementi fondamentali
Il documento digitale, inteso come "la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti", è loggetto di studio da parte dellarchivistica informatica e, secondo quanto normato dallarticolo 23 bis, comma 1 del CAD, tale documento ha lo stesso valore giuridico-probatorio del rispettivo documento analogico. Perché tale documento sia considerato valido dal punto di vista legale sono necessari alcuni elementi fondamentali stabiliti dalla legge:
Devessere sottoscritto con firma digitale, ovvero
Devessere dotato di segnatura di protocollo di cui all’articolo 55 del DPR 445/2000.
Devessere trasmesso attraverso sistemi di posta elettronica certificata PEC di cui al DPR 11 febbraio 2005, n. 68.
Deve dichiarare la provenienza, secondo quanto previsto dalla normativa vigente o dalle regole tecniche di cui all’articolo 71 del CAD.

4.2. Gestione, formazione e conservazione del documento digitale La sua realizzazione
Il documento informatico, secondo quanto è stabilito dal DPCM 13/11/2014, è prodotto mediante una delle seguenti principali modalità:
Tramite la "generazione o raggruppamento anche in via automatica di un insieme di dati o registrazioni, provenienti da una o più basi dati, anche appartenenti a più soggetti interoperanti, secondo una struttura logica predeterminata e memorizzata in forma statica".
"Tramite l’utilizzo di appositi strumenti software".
Tramite la "registrazione informatica delle informazioni risultanti da transazioni o processi informatici o dalla presentazione telematica di dati attraverso moduli o formulari resi disponibili all’utente".
Tramite "lacquisizione di un documento informatico per via telematica o su supporto informatico, acquisizione della copia per immagine su supporto informatico di un documento analogico, acquisizione della copia informatica di un documento analogico".

4.3. Gestione, formazione e conservazione del documento digitale Generalità
Il DPCM del 3 dicembre 2013 sulla conservazione ha previsto anche la creazione del manuale di gestione art. 5, ossia quello strumento che descrive il sistema di gestione, anche ai fini della conservazione, dei documenti informatici e fornisce le istruzioni per il corretto funzionamento del servizio per la tenuta del protocollo informatico, della gestione dei flussi documentali e degli archivi. In sostanza il manuale di gestione è uno strumento operativo i cui contenuti devono essere stabili e ordinati e deve essere visionabile da parte della Pubblica Amministrazione in quanto aiuta il fruitore a comprendere il funzionamento delle medesime.

4.4. Gestione, formazione e conservazione del documento digitale La struttura tipo
Ogni manuale di gestione della Pubblica Amministrazione devessere composto dai seguenti criteri espositivi:
Descrizione del flusso di lavorazione dei documenti
Responsabile del protocollo
Modalità di utilizzo degli strumenti informatici per lo scambio di documenti
Piano di sicurezza: deve garantire che i documenti, i fascicoli le informazioni trattate dall’AOO siano disponibili, integre e riservate. Il piano di sicurezza deve inoltre garantire che i dati personali comuni, riservati e sensibili siano custoditi in modo da ridurre al minimo, mediante l’adozione di idonee e preventive misure di sicurezza, il rischio di distruzione o perdita.
Registro di emergenza
Sistema di classificazione, fascicolazione e piano di conservazione
Principi generali: esposizione di che cosa l’ente fa con i documenti prodotti o ricevuti.
Assegnazione dei documenti
Approvazione del manuale e sua pubblicazione
Documenti esclusi dalla registrazione di protocollo
Registrazioni di protocollo e loro conservazione

4.5. Gestione, formazione e conservazione del documento digitale Il protocollo informatico
Il protocollo informatico, che sostituì nel 1998 quello cartaceo come regolato dal D.R. 35/1900, deve garantire l’inserimento dei dati che sono presenti anche sul protocollo tradizionale, ovvero:
La presenza della data e dellora in cui è stato prodotto/ricevuto quellatto, la quale verrà registrata.
Il protocollo informatico, così come il protocollo tradizionale, deve permettere linserimento del documento in un indice di classificazione e quindi la sua posizione allinterno del piano di classificazione cui seguirà infine la fascicolazione.
Infine, l impronta del documento informatico, anche questa immodificabile.
Deve garantire la creazione di un numero univoco che sia associato al documento stabilmente numero di protocollo progressivo o analitico. Il sistema di protocollo informatico, pertanto, non può cambiarlo.
La presenza del mittente e del destinatario.
L identificazione dellamministrazione che ha formato o a cui viene spedito il documento.
La presenza del campo oggetto, ovvero del regesto del documento prodotto o arrivato. Il campo oggetto, secondo quanto è stabilito nel DPR 445/2000, è immodificabile, anche se nel corso degli anni sono stati sviluppati dei software capaci di intervenire sulloggetto modificandolo.
Da questi punti, si comprende come il protocollo informatico e quello generale è fondamentale per la gestione del flusso documentario prodotto o ricevuto e, secondo la legge, è un atto pubblico che fa fede. Nel caso in cui, per qualsiasi motivo, il registro del protocollo informatico non dovesse più funzionare, è necessario avere un" protocollo d’emergenza”, ovvero il protocollo cartaceo. Dall11 ottobre 2015, il registro di protocollo giornaliero delle Pubbliche Amministrazioni devessere conservato.

4.6. Gestione, formazione e conservazione del documento digitale Premesse
La conservazione digitale a lungo termine, ossia "lattività volta a proteggere e custodire nel tempo gli archivi di documenti e dati informatici", è una sfida che impone una cura costante da parte del curator, chiamato innanzitutto a scegliere i formati e i supporti di memorizzazione adatti e continuare nel tempo a condurre operazioni di riversamento diretto e sostitutivo.
Assicurare la longevità dei documenti con formati a lungo termine è un obiettivo fondamentale, perché ci sono stati casi di perdita definitiva di dati, quali la riproposizione del Domesday Book di Guglielmo il Conquistatore della BBC; il CACTA Combat Air Activities Files ; e la Clinton’s administration web page 2001. In questi casi si è cercato di recuperare i dati attraverso l’ emulazione con macchine che possono visualizzare formati e recuperare così dati ormai obsoleti, affrontando in tal caso delle spese enormi.

4.7. Gestione, formazione e conservazione del documento digitale Il DPCM 3 dicembre 2013
Il DPCM 3 dicembre 2013, diviso in 14 articoli, si occupa della questione della conservazione dei dati della Pubblica Amministrazione insieme allarticolo 44 del CAD. Secondo la normativa, bisogna conservare:
Il DPCM prevede anche la creazione di un manuale di conservazione.
I documenti informatici e i documenti amministrativi informatici con i metadati ad essi associati di cui all’allegato 5 al presente decreto
I fascicoli informatici ovvero le aggregazioni documentali informatiche con i metadati ad essi associati di cui all’allegato 5 al presente decreto, contenenti i riferimenti che univocamente identificano i singoli oggetti documentali che appartengono al fascicolo o all’aggregazione documentale art. 3

4.8. Gestione, formazione e conservazione del documento digitale Il manuale di conservazione
Il manuale di conservazione, previsto dal precedente DPCM, ha il compito di esporre dettagliatamente tutte le procedure relative alla conservazione del documento digitale. Prodotto da un soggetto conservatore, il manuale di gestione devessere approvato dallAgID prima di essere accreditato come tale. Perché un manuale di conservazione sia considerato tale, il conservatore che lo produce deve avere le seguenti caratteristiche:
Utilizzare sistemi affidabili e sicuri di conservazione di documenti informatici realizzati e gestiti in conformità alle disposizioni e ai criteri, standard e specifiche tecniche di sicurezza e di interoperabilità contenute nelle regole tecniche previste dal CAD
Adottare adeguate misure di protezione dei documenti idonee a garantire la riservatezza, l’autenticità, l’immodificabilità, l’integrità e la fruibilità dei documenti informatici oggetto di conservazione, come descritte nel manuale di conservazione, parte integrante del contratto/convenzione di servizio.
Utilizzare personale dotato delle conoscenze specifiche, dell’esperienza e delle competenze necessarie per i servizi forniti: in particolare della competenza a livello gestionale, della conoscenza specifica nel settore della gestione documentale e conservazione documenti informatici e che abbia dimestichezza con le procedure di sicurezza appropriate e che si attenga alle norme del CAD e al DPCM 3 dicembre 2013 recante le regole tecniche in materia di sistema di conservazione;
Dimostrare l’affidabilità organizzativa, tecnica e finanziaria necessaria per svolgere l’attività di conservazione
Applicare procedure e metodi amministrativi e di gestione adeguati e conformi a tecniche consolidate
Il soggetto conservatore deve, in base al manuale di conservazione da lui prodotto, conservare dei pacchetti informativi di metadati di un determinato documento:
Pacchetto di archiviazione: pacchetto informativo composto dalla trasformazione di uno o più pacchetti di versamento secondo le specifiche stabilite nel DPCM 3 dicembre 2013 e secondo le modalità riportato nel manuale di conservazione.
Pacchetto di versamento: pacchetto informativo inviato dal produttore al sistema di conservazione secondo un formato predefinito e concordato descritto nel manuale di conservazione.
Pacchetto di distribuzione: pacchetto informativo inviato dal sistema di conservazione all’utente in risposta ad una sua richiesta.
Sulla base di questi tre pacchetti, si possono individuare infine tre tipologie di utenti coinvolti: 1) il soggetto conservatore ; 2) il soggetto produttore ; 3) il soggetto fruitore, ossia lutente.

4.9. Gestione, formazione e conservazione del documento digitale Strategie di conservazione
Vi possono essere delle strategie per evitare la perdita dei metadati:
Computer Museum Strategy, ossia la conservazione di più supporti hardware per la conservazione di determinati software e la lettura così dei file.
Print to paper, ossia la stampa dei documenti digitali.
Emulazione, ossia luso di macchine che possono visualizzare dati obsoleti tramite luso di determinati software.
Attualmente, però, si prevede come strategia migliore per la conservazione dei documenti digitali il sistema del riversamento, ossia "quel processo informatico che partendo dai pacchetti di distribuzione prodotti da un sistema di conservazione, consente di immetterli in un nuovo sistema di conservazione tramite l’ausilio di pacchetti di versamento".
Riversamento diretto refreshing che consiste "nel sistema di conservazione oggetti già conservati in altri sistemi modificando la loro sequenza di valori binari".

5.1. I siti web di carattere archivistico Il sito web
Un sito web è un insieme strutturato di pagine web, legate da una progettualità dichiarata o evidente e ha come obiettivo la centralità dell’utente. Un sito web è anche un servizio; uno strumento di comunicazione; ed infine una risorsa che pone sfide conservative. La conservazione di siti web archiving si è sentito in modo importante nel 2001 quando l’atto terroristico dell’11 settembre ha spinto alla creazione di vari siti web in formato minore che sono andati persi in seguito ad attacchi hacker. Di fronte a tale perdita, la comunità virtuale si è chiesta come conservarli e si è deciso di creare siti web di qualità, caratterizzati da:
Chiarezza: ossia, devessere comprensibile a chi naviga
Interoperabilità
Coerenza
Accessibilità dei contenuti: la pubblica amministrazione deve curarsi dei cittadini e non ci sono dubbi nel muoversi tra le pagine. Il principio di accessibilità e di usabilità si basa su di unefficiente struttura architetturale.
Sicurezza
Gestione, che avviene tramite il costante monitoraggio del sito.
Funzionalità
Diritto dautore
Usabilità: ossia il sito web devessere il più possibile adatto alla navigazione
Flessibilità

5.2. I siti web di carattere archivistico Introduzione
Tali siti sono regolate dal D. Lgs. 82/2003, art. 53 in cui si prevede che debbano avere delle determinate caratteristiche rispecchiabili in quelle prima definite e che debbano essere gestiti non necessariamente da chi lavora in queste realtà, ma anche da esterni che svolgono tale mestiere per lavoro. Secondo tale articolo 53, le Pubbliche Amministrazioni:
1-ter: Con le regole tecniche di cui all’articolo 71 sono definite le modalità per la realizzazione e la modifica dei siti delle amministrazioni.
1. Le pubbliche amministrazioni realizzano siti istituzionali su reti telematiche rispettando i principi di accessibilità, nonché di elevata usabilità e reperibilità, anche da parte delle persone disabili. Devono essere caratterizzati da completezza di informazione, chiarezza di linguaggio, affidabilità, semplicità di consultazione, qualità, omogeneità ed interoperabilità. Sono in particolare resi facilmente reperibili e consultabili i dati di cui all’articolo 54.
1-bis. Le pubbliche amministrazioni pubblicano, ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, anche il catalogo dei dati e dei metadati, nonché delle relative banche dati in loro possesso e i regolamenti che disciplinano l’esercizio della facoltà di accesso telematico e il riutilizzo di tali dati e metadati, fatti salvi i dati presenti in Anagrafe tributaria.
I siti web delle pubbliche amministrazioni possono essere di carattere a) istituzionale, ossia presentano" una istituzione pubblica, descrivendone l’organizzazione, i compiti, i servi relativi ad atti e procedimenti amministrativi di competenza”; o b) tematici: realizzati con una specifica finalità Erogazione di servizi, presentazione di un progetto

5.3. I siti web di carattere archivistico ICA o CIA
Nata nellimmediato secondo dopoguerra per lesattezza nel 1947, lICA o CIA è il consiglio internazionale degli archivi. L’ICA è utile perché possiamo diventare famigliari con l’inglese tecnico archivistico.

5.4. I siti web di carattere archivistico NARA
Il NARA è il sito degli archivi degli USA. Non è eccellente per lattività di ricerca in quanto abbastanza confusionario, ma è un ottimo esempio di autopromozione dell’amministrazione statale presso il cittadino. Importante anche per il blog e per la pubblicazione degli strumenti. Importante da ricordare è che al termine di un mandato presidenziale, il presidente deve versare su NARA tutto ciò che è stato prodotto dalla sua amministrazione: la legge USA infatti impone che i national archives ricevano tutto il materiale presidenziale.

5.5. I siti web di carattere archivistico SAA
La SAA acronimo per Society American Archivists è la corrispondente statunitense per lANAI. Del sito della SAA è significativo il Glossary of Archival, utile per la comprensione della terminologia inglese in ambito archivistico.

5.6. I siti web di carattere archivistico DGA
Il sito della DGA Direzione Generale Archivi ha ottimi contenuti a livello divulgativo, ma anche dal punto di vista della modulistica e fornisce unottima guida per i nuovi funzionari. Sta caricando le digitalizzazioni delle collane e delle pubblicazioni che la DGA ha prodotto, tra cui la Guida Generale degli Archivi di Stato italiani, che è stata digitalizzata a partire dal 2000 ed è nota, in ambito telematico, come Sistema della Guida Generale degli Archivi di Stato italiani.
Allinterno delle attività di promozione del mondo archivistico in Italia vi è il SAN, acronimo per Sistema archivistico nazionale, utile per la conoscenza del mondo degli archivi e collegamento con i due siti dedicati rispettivamente al mondo degli Archivi di Stato il SIAS e a quello delle Soprintendenze archivistiche e bibliografiche il SIUSA:
SIUSA: descrive tutti i patrimoni archivistici che sono stati prodotti da privati, da fondazioni E da enti religiosi che sono tutelati dalle Soprintendenze.
SIAS: è il contenitore virtuale in cui, a base di standard condivisi, sono stati riversati mezzi di corredo degli Archivi di Stato quindi praticamente ci sono i fondi o le collezioni di tutti gli Archivi di Stato, mezzi di corredo che si trovano poi esplicitati meglio nei siti di ciascun Archivio di Stato.

5.7. I siti web di carattere archivistico AGID
LAGID Agenzia Generale Informatica Digitale o più semplicemente Agenzia per lItalia digitale è unagenzia tecnica che fa capo alla Presidenza del Consiglio. LAGID è importantissimo per lo studio dell’Archivistica Informatica.

Vincolo archivistico - Schedatura - Catalogo - Inventario Filologia - Epigrafia Codicologia - Diplomatica Storia archivistica Scuola di Archivistica Paleografia
Scuola archivistica milanese. Così anche nelle Scuole degli Archivi di Stato sia il programma generale di paleografia e dottrina archivistica che il
utilizzabile il sistema informatico predisposto, mentre, nel frattempo, l elaborazione degli standard internazionali di descrizione archivistica e lo sviluppo di
Il vincolo archivistico è la caratteristica necessaria e fondamentale che, in archivistica distingue un archivio da una semplice raccolta o da una collezione
dopo averne curato i lavori archivistici di ordinamento e inventariazione. Gli studiosi ammessi alla consultazione archivistica dopo aver compilato un apposito
consultato il 13 febbraio 2019. Adolf Brennecke, Archivistica Contributo alla teoria ed alla storia archivistica europea PDF a cura di Renato Perrella, Milano
archivi - Sistema Archivistico Nazionale, su www.san.beniculturali.it. URL consultato il 20 luglio 2018. Massimiliano Lisa e Informatica VideoMagazine PDF
vendita della casa nel 1805 unità archivistica Registri di protocollo dal 1805 al 1820 serie archivistica Consistenza, ovvero il numero dei pezzi
1949, anche di quelle di archivistica e di diplomatica. Anni dopo, quando Natale, ormai direttore, pubblicò l edizione archivistica paleografica e diplomatica